Idiocracy è un film che immagina un futuro in cui il mondo è interamente popolato da idioti, dai semplici cittadini ai governanti. Anche noi siamo assolutamente sulla
buona strada.
L'
annunciata sostituzione di Paolo Ruffini alla direzione di Rai 3 è un esempio abbastanza chiaro di come Berlusconi stia cercando di spingere l'acceleratore sul
già rapido rincoglionimento della gente.
Non mi pare che Rai 3 abbia adesso una programmazione da telekabul: piuttosto mi sembra che si distingua per una certa
intelligenza nel palinsesto e una qualche
grazia, nei toni e nei temi trattati, in molte delle trasmissioni di maggiore successo.
Può essere vero che Rai 3 sia antiberlusconiana, ma non in senso politico, piuttosto in senso
culturale: non è "di sinistra", è semplicemente
"intelligente ed educata", e non mi vorrete certo far dire che le due cose coincidono.
È proprio questo che spaventa Berlusconi: che la gente
pensi, che riconosca il disvalore del trash, dei provini del grande fratello, che provi attrazione per la musica di Ennio Morricone intervistato da Fazio, che venga a conoscenza delle indagini raccontate da Lucarelli, o che capisca la differenza tra la propaganda di Minzolin e l'informazione di Riccardo Iacona.
È questo che i berlusconiani temono di più: che la gente sappia che c'è qualcosa di diverso dalle tette, dai culi e dalle urla, che veda, anche solo di sfuggita, l'esistenza di
un modello alternativo di cultura di
successo. Il rischio vero non è che qualcuno parli male di Berlusconi - perché di nemici c'è sempre bisogno - piuttosto che la gente ragioni, che smetta di guardare il grande fratello e di sognare di diventare veline.
Il problema principale non è Ballarò, ma Che Tempo che fa, non la politica, ma la cultura:
se sono stupidi si governano parecchio meglio.