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lunedì, 12 maggio 2008

straordinario sindacale

Non so se qualcuno ricorda che lo scorso ottobre i lavoratori sono stati chiamati ad esprimersi su un accordo tra governo e sindacati.

Io, con la mia tesserina CGIL in tasca, votai no, come la FIOM, nonostante le indicazioni del sindacato generale, che con poche riserve, ci disse che era un buon accordo: tra i motivi della mia contrarietà c'era quello dell'abolizione della contribuzione aggiuntiva sul lavoro straordinario.

Eppure, i colleghi e i sindacalisti mi dicevano: "Ma che fai? Vuoi far cadere il governo Prodi!?" e qualcuno difendeva il provvedimento nel merito.

Il cosiddetto accordo di Luglio, che Epifani firmò insieme ai segretari di CISL e UIL, prevedeva tra le altre cose di eliminare un contributo che le imprese con più di quindici dipendenti versavano all'INPS per ogni ora di straordinario pagata ad un proprio dipendente; il versamento era commisurato alle dimensioni dell'impresa ed era progressivo rispetto alla quantità delle ore di straordinario utilizzate.

La ratio del provvedimento era quella di diminuire il costo del lavoro straordinario per le imprese e incentivarne l'uso. Per fare questo l'INPS rinunciava a un gettito diretto al Fondo prestazioni temporanee, ovvero il fondo con cui vengono pagati, ad esempio, i lavoratori in cassa integrazione.

Questo, per me, era male. Anche perché l'incentivo all'uso dello straordinario è una forma di incoraggiamento alla flessibilità, rende conveniente la stipula di contratti a tempo parziale e in generale è un disincentivo a nuove assunzioni. Tra l'altro non un euro in più finiva direttamente in tasca ai lavoratori: il risparmio era tutto delle imprese. Infine
l'INPS non è notoriamente un ente che naviga nell'oro.

Tremonti in questi giorni ha proposto la detassazione degli straordinari per i lavoratori dipendenti: questo dovrebbe significare - uso il condizionale finché non ci sarà qualche proposta più concreta - che il guadagno proveniente dal lavoro straordinario non rientrerà nel reddito imponibile IRPEF.

L'immediata e percepibile conseguenza sarà un innalzamento del reddito del lavoratore che effettua prestazioni oltre l'orario lavorativo previsto nel suo contratto: ma l'impatto negativo sul gettito fiscale (se non ho sbagliato i conti) sarà più forte di quello dell'operazione precedente.

La mia posizione su defiscalizzazione e detassazione di straordinari, incentivi ecc. non è cambiata di una virgola, dal momento che i danni nel medio periodo saranno superiori ai vantaggi immediati.
La CGIL sembra adesso condividere il mio punto di vista sulla questione.

Non so... forse dovremmo avere tutti un po' più di coerenza e coraggio, a prescindere dal colore del governo insediato...

PS: muovere queste critiche alla CGIL mi costa molta fatica, ma per coerenza...
postato da: klochov alle ore 21:48 | link | commenti (2)
categorie: politica, lavoro
domenica, 11 maggio 2008

il presidente del senato e lo share

Ieri sera Marco Travaglio era ospite di Fazio a Che tempo che fa: parlava dell'informazione e diceva che alcune notizie vengono taciute dai giornalisti della tv e della carta stampata per non dispiacere ai politici.

Adesso che pdl e pd si sono messi in ottica di tarallucci e vino, ovviamente, le notizie che spariscono sono la maggior parte.

Travaglio ha citato come esempio alcuni rapporti che Schifani ha avuto con persone di dubbia integrità. Non se l'è inventato in quel momento, non è uno scoop, non è una novità: è già scritta su un libro (qui il brano riportato sul suo blog) quindi, in teoria, non è la prima volta che la questione viene all'attenzione del pubblico. Questo, in estrema sintesi, quello cui Travaglio alludeva:
Schifani è stato socio con Enrico La Loggia della società di Villabate, Nino Mandalà, poi condannato in primo grado a 8 anni per mafia e 4 per intestazione fittizia di beni, e dell'imprenditore Benny D'Agostino, poi condannato per concorso esterno in associazione mafiosa.
Questo non rientra nella sfera dell'opinabile: sta scritto su documenti pubblici e accessibili a tutti quei giornalisti che non hanno dimenticato il singificato della parola. Schifani non smentisce per un unico motivo: non può smentire.

Leggendo i giornali di oggi, lo scandalo è che quel fatto sia stato riportato durante una trasmissione che ha buoni ascolti. Finché viene scritto in un libro, pazienza: tanto il popolo bue non legge, guarda solo la tv.

Travaglio è stato un genio: ha dimostrato con i fatti quello che stava dicendo.
Nessuno parla del merito della questione, ovvero che il presidente del senato ha fatto affari con mafiosi, parlano tutti del fatto che non se ne doveva parlare.

Insomma: Travaglio può scrivere quanti libri vuole, tanto si rivolge al solito pubblico tendenzialmente informato. L'importante è che non venga a raccontare quelle cose in programmi televisivi troppo popolari: la tv la vede la maggioranza degli italiani...

Essenzialmente è sempre un problema di share...
postato da: klochov alle ore 23:21 | link | commenti (9)
categorie: politica, libri, informazione
sabato, 10 maggio 2008

credibile come Cicciolina ai rapporti con il Vaticano

Se Mara Carfagna fosse stata nominata - che so - ministro degli interni o dei trasporti, non avrei avuto troppo da ridire. E forse sarebbe il caso che mi trattenessi dal commentare anche questa nomina a ministro delle pari opportunità, dal momento che mi pare troppo facile fare battute da caserma. Ma ormai ho iniziato....

Il ministero delle pari opportunità a me fa sorridere in partenza. E' fatto apposta per essere assegnato ad una donna e per segnare almeno un punto nel tabellone delle quote rosa, mostrandosi condiscendenti con elettrici ed elette.
Mi fa ridere per la sua ipocrisia quasi quanto il ministero delle politiche giovanili, assegnato anch'esso ad una giovane donna: una che non ha fatto calendari e che probabilmente si meriterebbe molta più considerazione...

Tra i tanti problemi dell'Italia c'è anche quello di una dominante cultura sessista e maschilista determinata da fattori
pesantemente culturali (autocitazione: il sonno del femminismo).

Uno dei terreni - non l'unico ovviamente - su cui la battaglia per le pari opportunità deve essere combattuta, è proprio quello culturale, popolare e tradizionale: in questo, un ruolo fondamentale spetta alle donne e all'immagine che loro sanno dare di sé.

Perché nella società dell'apparire, dove il corpo delle donne è totalmente esposto e mercificato, uno dei primi passi è cercare di riproporre un'immagine ripulita da espliciti e beceri richiami sessuali in contesti pubblici.

Credo che questo sia uno sforzo che le donne devono chiedere a se stesse e alle loro rappresentanti.
 

Date queste premesse, viste le splendide grazie che l'Onorevole Carfagna ha mostrato per anni su televisioni e giornali, non me ne vorrete se dico che mi pare ai limiti del surreale che sia lei a doversi occupare delle politiche volte a garantire la parità tra i sessi e ancor più che si lanci in disquisizioni di morale perbenista...

Non parlo di competenza, si badi bene, parlo di immagine.

Voglio dire: Cicciolina nella sua attività parlamentare a favore dell'educazione sessuale nelle scuole fu estremamente credibile ed efficace, ma non le avrei certo assegnato un incarico per i rapporti con il Vaticano...
O forse, ora che mi ci fate pensare, glielo avrei assegnato! E sarebbe stato chiaro che era una colossale presa per il culo...
postato da: klochov alle ore 17:29 | link | commenti (7)
categorie: politica, costume
giovedì, 08 maggio 2008

non fare di tutti gli skin un fascio

A lungo, sentendo parlare di skinheads, ho pensato solo a gruppi di teste rasate con svastiche disegnate ovunque, ideologie nazi-fasciste, razzismo e violenza.

sharpPoi conobbi un ragazzo con la testa rasata, il bomber, gli scarponi, le bretelle e le magliette Fred Perry: era gentile, intelligente, sorrideva spesso, anche se in modo un po' malinconico, studente modello, lavoratore preciso e volenteroso.
Si lamentava della politica dicendo quasi tutto quello che pensavo io, era contro la guerra e votava a sinistra con il naso tappato.

Aveva qua e là simboli strani, come quello della sharp, un elmo troiano di cui non conoscevo il significato, e che mi sembrava molto aggressivo. Poi però aveva amici di colore e si mostrava tollerante verso tutto e tutti.

Questo, potete capire, non tornava affatto con la mia idea di skinhead: più osservavo il suo aspetto e meno capivo il suo comportamento!

Poi scoprii che mi mancava un pezzo della storia degli skinheads, ed era proprio quello più importante, che spiegava anche l'abbigliamento e la dolcezza dei modi dietro l'aspetto rude di quel ragazzo.

thisisengland_uk Il movimento skinhead è nato in Inghilterra alla fine degli anni '60 nell'ambiente sottoproletario giovanile. Originariamente non era caratterizzato politicamente, ma aveva connotati essenzialmente sociali: l'appartenenza alla classe operaia, un certo modo di vestire che rivendicava l'appartenenza al mondo del lavoro, la musica come strumento di espressione e aggregazione, valori di fratellanza e antirazzismo...

Solo successivamente il movimento skin ha preso connotazioni specifiche e si è politicizzato, producendo varie correnti, fino ai cosiddetti naziskin (White power skinheads) che niente hanno a che vedere con il movimento operaio antirazzista delle origini.

I naziskin, pur essendo una frangia in palese contraddizione con il movimento originario, monopolizzano l'attenzione dei media con azioni violente e xenofobe di chiara matrice neo-nazista: tra i tanti misfatti, insomma, si sono appropriati anche di un nome che non appartiene loro.

Purtroppo, la maggiore e nefasta visibilità dei gruppi di estrema destra attira pregiudizi anche su persone che tutto sono fuorché razziste o nazi-fasciste, che guardano ancora all'ideale di una società di uguali, e che vedono
come fumo negli occhi quegli estremisti che loro chiamano con disprezzo boneheads.

Questo solo per dire quanto parziale sia la nostra informazione e per invitarvi a dare un occhiata a quelle pagine che ho linkato o a questo mini-documentario girato nel 1995, all'indomani dell'uccisione di un tifoso genoano da parte di un giovanissimo tifoso milanista.

Onestamente io continuo a capire poco anche delle varie correnti di sinistra, degli influssi musicali, delle diversità tra paese e paese, del loro rapporto con la violenza e con la politica. Continuo a prendere con le molle certi simboli, a sentirli distanti dal mio modo di fare politica e di manifestare le opinioni.

Però, visto che l'argomento è di nuovo alla ribalta - dato che cinque delinquenti nazifascisti hanno ammazzato un ragazzo - mi sembrava utile un piccolo contributo per non fare di tutta l'erba un... fascio.

Ma soprattutto perché se incontrate uno skinhead che legge il Manifesto e si dispera per il risultato delle ultime elezioni parlando con un punk e un senegalese non pensiate, come avevo fatto io, di essere finiti nel mondo capovolto!
postato da: klochov alle ore 17:18 | link | commenti (11)
categorie: politica, informazione
mercoledì, 07 maggio 2008

io, Murphy e il ministro della giustizia

If anything can go wrong, it will.
Questa è la prima legge di Murphy: io sono ottimista, ma un po' per ridere faccio finta di crederci. Questo vale anche per alcuni corollari, ad esempio:
If there is a worst time for something to go wrong, it will happen then.
Ad esempio se devo prendere un aereo, questo arriverà in ritardo nonostante viaggi con la sedicente compagnia più puntuale del mondo: più io avrò fretta, più l'aereo porterà ritardo.
Se io avrò la febbre, l'aereo partirà con un ritardo inaudito (tipo 6 ore). Se l'aereo sarà in orario, il treno che mi porta in centro avrà un ora e mezza di ritardo su una tratta di mezz'ora delle ferrovie britanniche, note per la loro precisione.

Quindi, date queste premesse;
visto che il ministero della giustizia è uno di quelli che mi sta più a cuore;
considerate le ultime nomine (Castelli e Mastella);
stabilito che la decisione spetta a Silvio Berlusconi;

potete immaginare che aspetto il nome del prossimo Ministro della Giustizia con la convinzione che:
Just when you think things cannot get any worse, they will.
postato da: klochov alle ore 12:58 | link | commenti (15)
categorie: politica, giustizia, io
martedì, 06 maggio 2008

strumentale

Quando uno apre bocca e lascia andare un'affermazione come quella di Fini, i commenti sono fin troppo facili.

Per questo, nonostante sia molta la tentazione di bollare quell'uscita come la semplice dimostrazione dell'anima fascista della destra italiana, io temo che ci sia qualcosa di più sottile.

Fini è esponente di spicco della politica dell'opportunismo e della strumentalizzazione: ogni fatto di cronaca e qualsiasi fatto di interesse pubblico da anni vengono sezionati dai mezzi d'informazione, commentati ed utilizzati per tornaconti politici, fino a privarli della loro concretezza.

Le violenze a Roma sono state strumentalizzate in quanto commesse da immigrati e coincidenti con un periodo elettorale in cui premere sulla questione sicurezza e fomentare la paura del "diverso" era palesemente la strategia vincente.
 
Invece i ragazzi per bene di Verona non sono un bersaglio utile alla propaganda: quei ragazzi sono figli dei loro elettori, e criminalizzarli non paga.

La difesa della bandiera di Israele, invece, paga nell'ambito del continuo percorso di autolegittimazione che vede la destra ex-fascista prendere le distanze dai tempi dell'MSI e del Fronte della Gioventù in cui Alemanno e gli altri camerati bruciavano quelle stesse bandiere e tiravano molotov contro le ambasciate.
Allo stesso tempo la condanna del gesto va a colpire gruppi isolati dei centri sociali, che la destra identifica genericamente con "la sinistra".

La distinzione tra un omicidio appesantito di aggravanti e un gesto dimostrativo diventa impalpabile quando ogni fatto perde la sua consistenza reale per acquisire lo status di notizia e i connotati della propaganda.

Secondo me non c'è niente di ideologico nel paragone tra i fatti di Verona e quelli di Torino: è tutto strumentale, solo che questa volta il gioco gli è venuto più sporco del solito.

E non so cosa sia peggio...
postato da: klochov alle ore 14:37 | link | commenti (7)
categorie: politica
domenica, 04 maggio 2008

come eravamo/3

"Cose che ho sentito anche nel partito: che basta far fuori i notabili - e ce ne sono tanti - ci mettiamo i giovanotti di 30 o 40 anni e le cose cambiano? Non è mica così semplice, eh!
Io rinnovamento vo cercando da tanti anni."
L'ho pensato anche io quando ho letto gli interventi delle nuove leve del PD, di cui Marianna Madia, povera stella, è diventata l'emblema.

No: le cose non cambiano se al posto di un ottantenne ci metti un trentenne che parla come un cinquantenne...
postato da: klochov alle ore 13:28 | link | commenti (9)
categorie: politica
sabato, 03 maggio 2008

come eravamo/2

"La mia preoccupazione è che nel partito ci sia una certa percentuale che tenta di arrivare a mettere le mani sulla torta: bisogna dire anche questo...

Se un domani un partito comunista o come poi si chiamerà, dovesse arrivare al 40%, ma invece di litigare con Craxi Forlani e Andreotti come ora, discuteranno per le presidenze della Rai o dell'Iri, eccetera... allora a me non interessa che prendiamo voti in più e poi sotto sotto gli operai saranno sempre lì ad avere gli stessi problemi."
E se gli avessimo detto che non solo abbiamo fatto parecchio di peggio, ma che non siamo nemmeno arrivati al 40%?!?
postato da: klochov alle ore 11:56 | link | commenti (3)
categorie: politica
mercoledì, 30 aprile 2008

come eravamo/1

Ho trovato un filmato girato in un'assemblea di Mirafiori nel 1989, all'indomani dell'annuncio di Occhetto alla Bolognina.

Mi vengono spontanei un sacco di pensieri ad ascoltare i discorsi di quella gente, le loro preoccupazioni per il futuro del partito e di loro stessi.

Voi intanto, spendete 10 minuti per vedere il filmato. Io ci penso un po', e vedo se mi riesce di dire qualcosa di non interamente superfluo!
Torino 2 dicembre 1989
postato da: klochov alle ore 15:51 | link | commenti (4)
categorie: politica
lunedì, 28 aprile 2008

bilancio

Ma veramente qualcuno ha potuto pensare che Rutelli avrebbe vinto il ballottaggio?

Davvero qualcuno ha pensato che candidare Cicciobello fosse una scelta vincente?
Anime candide, quasi mi fanno tenerezza...

Ora che la sinistra è extraparlamentare e i suoi vecchi leader sono stati spazzati via come la polvere...

Ora che anche voi, ex-compagni piddini, avete toccato con mano il rifiuto delle facce viste e riviste di questa dirigenza imbalsamata e priva di coraggio...

Ora che Roma è l'ennesima dimostrazione di una deriva a destra della politica e della società...

Ora che Veltroni propone come nomi nuovi per i capigruppo di camera e senato Fassino, Bersani e Follini...

Ora che baciar le pile e fare l'occhiolino a confindustria ha portato ad una sconfitta memorabile...

Ora che il bilancio conclusivo ce lo abbiamo davanti agli occhi...

... veramente avete ancora il coraggio di dire che quella era la strada giusta?
postato da: klochov alle ore 18:17 | link | commenti (17)
categorie: politica, x - politiche 2008