Prima di esser pronti a dare un'opinione su una legge o su una proposta, e schierarsi da una parte o dall'altra, sarebbe molto utile cercare di capirne veramente il contenuto.
Propongo una piccola scheda di analisi della bozza di provvedimento sui DICO, il cui testo completo si può leggere qui.
1. Soggetti
Possono essere parti di un "dico", due persone legati da vincoli affettivi, purché maggiorenni, capaci e non legati da un rapporto di matrimonio, tutela o parentela in linea retta (ad esempio un genitore/nonno e un figlio/nipote). Le persone in questione possono essere due sorelle, due cugini, due amanti, un uomo e una donna, due uomini, due donne, un giovane e un vecchio, due fratelli, due vedovi. Eccetera.
2. Diritti e doveri
- Le strutture sanitarie devono disciplinare "le modalità di esercizio del diritto di accesso del convivente per fini di visita e di assistenza nel caso di malattia o ricovero dell'altro convivente". Ciascun convivente, inoltre, puo' designare l'altro per disporre in sua vece in caso di malattia che impedisca di intendere e di volere o per la donazione degli organi in caso di morte.
- in caso di morte dell'intestatario del contratto di affitto della casa in cui abitano i due conviventi, l'altro succede nel contratto di affitto, con relativi obblighi e diritti.
- in sede di revisione della materia pensionistica si chiede al legislatore di regolare la materia delle pensioni di reversibilità, tenendo conto della durata della convivenza e delle condizioni economiche dei conviventi.
- trascorsi nove anni (9) dall'inizio della convivenza, il convivente concorre alla successione legittima dell'altro convivente. "Concorre" significa che, in caso l'altro muoia senza testamento, il convivente di lunga data avrà una parte dell'eredità, a seconda dei parenti di vario livello ancora in vita. In caso di figli, questi manterranno la stessa parte di eredità che avrebbero condiviso con il coniuge del deceduto. Ma in caso di parenti oltre "il terzo grado in linea collaterale" tipo un bis-cugino, il convivente potrà avere l'intera eredità. (Questo per evitare che parenti lontani e sconosciuti possano prevalere anche su chi ha trascorso almeno gli ulitmi 9 anni della propria vita insieme al defunto)
- nell'ipotesi in cui uno dei conviventi versi in stato di bisogno e non sia in grado di provvedere al proprio mantenimento, l'altro convivente è tenuto a prestare gli alimenti oltre la cessazione della convivenza, purché perdurante da almeno tre anni, per un periodo determinato in proporzione alla durata della convivenza.
Questi, per sommi capi, sono i diritti e i doveri che due persone, in caso il nostro Parlamento volesse far propria questa bozza, potranno vicendevolmente riconoscersi.
Il contenuto di questo accordo mi sembra possa essere ravvisabile nella solidarietà tra soggetti potenzialmente deboli.
Credo sia importante tener conto di quanto sopra, per tentare di capire quali possano essere i motivi per negare loro questa possibilità.
Di questi motivi, onestamente, non mi è possibile fornire un elenco neppure sommario basandomi su considerazioni di diritto, nella misura in cui un semplice riconoscimento di tutele e diritti tra persone legate da vincolo affettivo, non sembra capace di ledere i diritti di chicchessia. Non si vede, inoltre, in cosa possano essere danneggiate le cosiddette "famiglie tradizionali".
Nel caso la questione dello scandalo fosse relativa alla possibilità che i due conviventi possano avere rapporti sessuali, o che possano essere omosessuali, questo non sembra neppure rilevante: tantomento può essere sufficiente a negare loro una serie di diritti che possono definirsi "civili".
L'inclinazione sessuale di un cittadino non deve essere interessante per una comunità statale che pretende di aver superato l'impostazione moralistica del diritto.
Inoltre, una discriminazione basata sulle preferenze sessuali contrasta rumorosamente con l'art.3 della Costituzione che così recita:
"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali."
Ci sono cose d'interesse pubblico, come il contratto d'affitto e le successioni; e ci sono cose strettamente private come la sfera sessuale. Lo Stato può, e deve, occuparsi solo delle prime.

"La contessa Carsidoni fu la prima a mettere in guardia mio padre dalle mie ricerche, dopo che lei stessa mi aveva scacciato dalla sua libreria, dicendomi che nel catechismo sono comprese le risposte più importanti e che, conosciute queste risposte e mandatele a mente, la cosa più importante è la pulizia del cuore, che è anche santità e sanità del lavoro e rispetto del mondo"
Paolo Volponi, La macchina mondiale.
"Non possiamo più - ci disse - ritirarci.
Abbiamo Mosca alle spalle"
(Franco Fortini, Composita Solvantur)
Nel novembre del 1941, nella Russia dei Soviet, un commissario del popolo di nome K. decise, con un gruppetto di 28 soldati, di resistere alle porte di Mosca per rallentare l'avanzata nazista con la propria morte.
Come alle Termopili, e forse come in altri angoli della storia.
Mosca oggi può essere il luogo metaforico dei principi e della civiltà oltre il quale non si può arretrare.