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martedì, 30 ottobre 2007

materie di pubblico interesse

Ministro Di Pietro,

 ce l'hanno insegnato all'università che le Commissioni parlamentari d'inchiesta possono essere istituite da ciascuna camera in materie di pubblico interesse.

 Se 25 o 100 vandali criminali distruggono auto e vetrine durante una manifestazione, è una questione che verrà risolta, spero, dai magistrati chiamati a giudicare e punire il loro comportamento.

 Se si verificano fatti come il pestaggio di manifestanti inermi da parte della polizia, la soppressione dei  più elementari diritti civili all'interno di una caserma, e il rastrellamento in una scuola definito poi "macelleria" da chi ha collaborato a realizzarlo; se tutto ciò si verifica con il sospetto che questo unanime comportamento sia stato comandato dai vertici delle forze dell'ordine...
Allora io direi che si tratta di una questione di pubblico interesse.

  Perché per me il black block di turno può andare in galera e basta.

 Invece voglio capire perché ragazzini e signore sono tornati a casa, da quelle giornate a Genova, terrorizzati e con ferite da manganello in testa.

  Non mi interessano solo le responsabilità penali, che sono - come da brocardo - personali: mi interessano quelle politiche, che sono - per definizione - pubbliche.
postato da: klochov alle ore 23:27 | link | commenti (11)
categorie: politica, giustizia
lunedì, 29 ottobre 2007

direttive per farmacisti

A breve una nuova circolare del Ministero della Salute.

Indicherà i farmaci da banco, quelli che richiedono la prescrizione medica, e quelli per cui sarà necessaria la dispensa papale.

Per esser coerenti, tutti gli anticoncezionali slitteranno dalla prima all'ultima categoria.
postato da: klochov alle ore 17:51 | link | commenti (12)
categorie: politica, religione
domenica, 28 ottobre 2007

morir gridando 'viva qualcun altro'


Guernica
Il concetto di massa mi evoca sentimenti di vario tipo: talvolta anche di paura, perché la massa è per definizione difficile da controllare.

Non avevo ancora pensato alla "beatificazione di massa", ma anch'essa si aggiunge a quei fenomeni  difficilmente controllabili: chi sono questi 500 beati che mi sembrano buttati là come in una fossa comune, giusto a simboleggiare una categoria?

Non lo so chi sono: so che rappresentano "i martiri caduti durante la Guerra civile spagnola al grido di Viva il Cristo Re".

Una guerra civile è proprio un brutto affare: muoiono anche gli innocenti, e comunque è un bagno di sangue.
In quella guerra civile il Vaticano stava
dalla parte sbagliata e chiedeva ai suoi fedeli di stare con lui: oggi li beatifica.

Chissà se oltre a "Viva Cristo Re" chiedeva loro di gridare anche "Viva Francisco Franco".

Update: c'è sempre qualcuno che non vuole ricordare Guernica...
postato da: klochov alle ore 15:14 | link | commenti (6)
categorie: politica, religione
venerdì, 26 ottobre 2007

bambola

Uscendo dal portone di casa, ieri pomeriggio, ho notato un'auto posteggiata immediatamente di fronte.  Una bella macchina, abbastanza grossa: il sedile del guidatore era libero, ma quello del passeggero era occupato da Lei.

barbieLei stava seduta composta, guardava un punto fisso davanti a sé, con gli occhi grandi e truccati: una cascata di capelli biondissimi le cadeva sulle spalle con grandi onde.
Aveva una minigonna vertiginosa e le gambe spuntavano lunghe e magre; un giubbottino rosa shocking la rendeva assurdamente infantile e bambinesca.
Mi sembrava che intorno le volassero strani luccichii, qualche gioiello forse, o più probabilmente una sciarpa con paillettes.

Immobile, perfetta, Lei aspettava seduta.
Chissà perché era rimasta in macchina da sola, e chissà quanto avrebbe dovuto aspettare ancora.

Lei era una
Barbie: dimenticata in quell'auto grande, s-vestita a festa, irraggiungibile, bellissima e sola, mi ha messo tristezza. E mi ha fatto sperare che la sua piccola proprietaria non voglia - un giorno - assomigliarle.
postato da: klochov alle ore 18:56 | link | commenti (6)
categorie: costume
mercoledì, 24 ottobre 2007

mea culpa

Ha perfettamente ragione D'Avanzo.

Se fossimo stati nel 2005, se il ministro della giustizia fosse stato Castelli e il presidente del consiglio Berlusconi, io avrei cercato, in primo luogo, di capire meglio cosa sta succedendo.

Poi, visto che le premesse sembrano esserci, avrei sentito immediatamente puzza di bruciato.
Avrei detto, gridato e scritto contro la combriccola di governo.
Avrei preso parte molto più in fretta, dato che ormai Berlusconi ci aveva ampiamente abituati a manovre e manovrine contro i giudici.

Invece il pesidente del consiglio è Prodi, e il ministro Mastella.
Io me ne sto qui a mugugnare che non si può andare avanti così e a rivendicare di averlo detto dal primo giorno, che Mastella avrebbe fatto grandi casini.

Ma non credo che sia la stessa cosa. Quasi me ne faccio una colpa personale.

Comunque, se Mastella fosse così gentile da dimettersi davvero e di starsene un po' buono, il mio morale si solleverebbe parecchio.
postato da: klochov alle ore 19:20 | link | commenti (17)
categorie: politica, giustizia
martedì, 23 ottobre 2007

non c'è fretta

Le autorità francesi hanno consegnato a quelle algerine una mappa con la dislocazione delle mine piazzate dall'esercito coloniale tra il 1956 e il 1959, durante la guerra di indipendenza algerina. Le mine, piazzate lungo i confini orientali e occidentali del Paese e che regolarmente fanno vittime soprattutto tra i pastori...  peace reporter

Io avrei aspettato ancora qualche anno: cinque per la precisione.
Così avrebbero festeggiato degnamente i 50 anni dall'indipendenza dell'Algeria: nel frattempo che volete che sia un pastore in più o un pastore in meno?
postato da: klochov alle ore 23:10 | link | commenti (3)
categorie: politica, diritti umani
lunedì, 22 ottobre 2007

il Papa ha sempre ragione

"Il Papa ha ragione, la precarietà è un grande problema". Romano Prodi, a Napoli, saluta Benedetto XVI di ritorno a Roma dopo la visita nel capoluogo campano. repubblica.it

Se lo dice la FIOM trattasi di spallata al governo.

Se lo dicono i lavoratori, non c'è solidarietà intergenerazionale.

Se lo dice Ferrero, il governo è ostaggio della sinistra radicale.

Se lo dice Grillo, sta insultando Marco Biagi.

Se lo dico io, sono vetero-comunista e contro la modernità.

Se lo dice il Papa, ha ragione.

Così - avrà pensato Prodi - ci piangiamo un po' addosso e invochiamo San Precario, lasciando perdere la riforma del mercato del lavoro e l'accordo sul welfare.

Delle istanze della manifestazione del 20 Ottobre Prodi non parla: è roba di ieri, dice.
Oggi ha parlato il Papa.
Ubi maior...

postato da: klochov alle ore 18:42 | link | commenti (11)
categorie: politica, lavoro, religione
domenica, 21 ottobre 2007

leggere la legge: anche i ministri possono imparare

Risale a qualche giorno fa la notizia dell'approvazione del disegno di legge sull'editoria che tanto ha fatto discutere i blogger italiani.

- La prima cosa che faccio in questi casi è andare a cercare il testo originale del disegno di legge.

- Una volta trovato, gli dedico una prima lettura velocissima, buttando l'occhio sulle rubriche degli articoli e cercando di individuare i punti principali.

- Poi torno all'inizio del testo e vado a leggere con attenzione gli articoli che più mi hanno colpito e che mi sembrano nodali.

- Infine, se la questione mi interessa e il testo non è chilometrico, lo leggo da cima a fondo.

- Poi cerco le opinioni degli altri e vedo se si accordano con le mie.

Davvero, con un po' di abitudine
non si impiega nemmeno troppo tempo.

Ma oggi leggo questo post sul blog del Ministro Gentiloni: dice che si prende la sua responsabilità "per non aver controllato personalmente e parola per parola il testo".

Posso arrivare a comprendere che un ddl specialistico, che so, sulla pesca, venga votato dal Ministro delle Comunicazioni un po' a scatola chiusa, fidandosi di quel che gli dicono i colleghi delle politiche agricole, dell'ambiente, ecc.

Ma il disegno di legge recante la "nuova disciplina dell’editoria", quello non ritengo ammissibile che venga letto con distrazione dal Ministro delle Comunicazioni, dicendo "pensavo che contenesse..."

Una cosa vorrei capire: ma fanno sempre così???
postato da: klochov alle ore 12:54 | link | commenti (7)
categorie: politica, informazione
sabato, 20 ottobre 2007

Dropsie Avenue, Italia

C'è un bel fumetto, che si intitola Dropsie Avenue: è scritto e disegnato da un artista eccezionale, Will Eisner.

dropsieParla della vita di un quartiere americano, dal 1870 ad oggi; passando per l'industrializzazione, la grande depressione, il proibizionismo, la seconda guerra mondiale, la mafia, il Vietnam, la droga...

Mentre scorre la storia, tra i primi olandesi puri del quartiere, arrivano molti immigrati: prima sono inglesi, poi irlandesi, tedeschi, italiani e spagnoli, ebrei, sudamericani, neri e via dicendo.

In genere gli immigrati sono poveri, di aspetto e religioni diversi, alcuni violenti, altri vittime: tutti, comunque, guardati con sospetto.

Ogni volta il quartiere diventa più difficile da vivere, muore e rinasce, si creano conflitti e tensioni, alleanze e solidarietà: quando, faticosamente, un gruppo riesce ad integrarsi, ne arriva uno nuovo.

Nella prefazione all'edizione italiana, Will Eisner dice che non si aspettava di trovare, nella vecchia Europa, lo stesso fenomeno tipicamente americano di nascita e morte di un quartiere: ha scoperto che la storia di Dropsie Avenue è ancora più universale di quanto credesse.

Anche da noi, ciclicamente, arrivano immigrati: ogni gruppo che arriva si sostituisce al precedente nelle nostre preoccupazioni e nei quartieri popolari. C'è il momento dei marocchini, poi quello dei polacchi, senegalesi, albanesi, rumeni.

Anche qui è una storia che si ripete: forse vorremmo che fosse diversa, meno difficile, ma è così.
Esserne consapevoli, credere nell'integrazione e confidare in una storia progressiva, secondo me, è atto di saggezza.
postato da: klochov alle ore 00:22 | link | commenti (3)
categorie: america, politica, libri, europa
giovedì, 18 ottobre 2007

e mi credevo pilota (current mood)

Cazzo sono un idiota
ma come ho fatto a non capire che i danni
li avrei pagati tutti pesantemenete
chi mi ha insegnato a dire sempre "la gente"
a pensarmi differente
a chiamarmi fuori
come se non facessi anch'io quegli errori,
gli stessi
peggiori perfino se guardo al mio ruolo
che sono solo un passeggero del volo
e mi credevo pilota.

(Idiota, Daniele Silvestri)
postato da: klochov alle ore 21:34 | link | commenti
categorie: lavoro, io