
Io appartengo alla generazione che ha visto le orribili pubblicità progresso contro l'AIDS con l'alone viola: erano un po' superficiali e certamente discriminatorie, ma, comunque, esistevano.
Ora ci sarà un nuovo spot: ci dicono che così cade il tabù della parola preservativo "usata in uno spot istituzionale".
Peccato che già le pubblicità ministeriali del 1989, con l'alone viola e il suono angosciante, terminassero con l'invito ad usare "sempre il preservativo per ridurre il rischio" in caso di rapporti occasionali.
Cos'è successo in questi 20 anni? Perché le istituzioni non parlano più di preservativi e prevenzione? Perché ci siamo scordati che il preservativo è bene?
Perché si dimentica che i sieropositivi non sono marziani, né necessariamente drogati o omosessuali?
Vive, strisciante, la condanna sociale per chi contrae il virus, e si considera la malattia come la necessaria conseguenza di un comportamento immorale. Anche peggio che nel 1989.
Comunque, i solerti censori lavoravano già nel 1992, quando Rosa Russo Jervolino giudicò pericoloso l'opuscolo di educazione sessuale con Lupo Alberto.
Dieci anni dopo i ministri Sirchia e Moratti ritennero preferibile educare gli adolescenti al sesso con un opuscolo che invitava alla castità.
Io un'idea sulle responsabilità ce l'avrei, ma se la dico mi rispondono che sono anticlericale.
In Russia la questione della pirateria informatica è piuttosto seria: è molto diffusa e il governo ha adottato una strategia repressiva durissima.
Ma sono molte le questioni serie in Russia, e sono molti i fenomeni contro i quali il governo ricorre al pugno di ferro. Tra questi il dissenso politico e la libera informazione...
L'11 Novembre la sede locale di Samara della Novaya Gazeta, giornale per cui ha lavorato anche Anna Politkovskaja, ha dovuto chiudere i battenti: la polizia ha sequestrato tutti i computer, anche quelli contenenti documenti personali e gli archivi del giornale.
L'accusa è di aver utilizzato software protetto da copyright senza regolare licenza.
Non è la prima volta che succede, e la protezione del software proprietario è stata la chiave per aprire cassetti virtuali e chiudere associazioni e giornali che fanno opposizione al nuovo Zar.
I poteri forti si danno sempre una mano.
Era una manifestazione contro la violenza e il sessismo.
Perché non è tollerabile che in Italia una donna dai 15 ai 50 anni abbia più probabilità di morire ammazzata e violentata piuttosto che in un incidente stradale o per una malattia.
Oggi si legge che parte dell'organizzazione ha cercato una manifestazione sessista e in certa misura anche violenta.
I comportamenti aggressivi nelle manifestazioni vanno sempre a discapito del contenuto della rivendicazione, perchè il giorno dopo - come in questo caso - si parla solo di quelli.
(Opinioni anche qui e qui)
Su Repubblica leggo che all'Università di Bari intendono introdurre la figura dello studente part-time. All'Università di Siena già esiste, e non è un animale strano: è una persona che studia e lavora, detta anche "studente lavoratore".
L'unica facilitazione rispetto agli altri è quella di non essere considerato "fuori corso" allo scadere di ogni anno, e soprattutto di non dover sopportare un aggravio delle tasse con il passare del tempo.
Le agevolazioni sui programmi, di fatto, non esistono: si tratta della possibilità di contattare il professore per "delineare insieme un programma d'esame"...
I primi due commenti alla notizia sono indignati: si tratterebbe di alleggerire l'impegno. E' uno scandalo: si annacqua la serietà. Evidentemente i commentatori hanno completato gli studi - o forse no - mantenuti da mamma e papà. Altrimenti avrebbero ben presente un simpatico fenomeno detto del "cornuto e mazziato".
Lo studente lavoratore in genere non può frequentare lezioni, né prendere appunti o fare domande al professore.
Non è in contatto con i colleghi e non ha le "dritte" su come affrontare gli esami, inoltre non sviluppa una vita di società.
Quando torna a casa, dopo una giornata di lavoro, non si riposa: studia fino a notte inoltrata.
Il finesettimana non è il momento del riposo: è il momento dello studio intensivo.
E qui si sente cornuto.
Poi, presentandosi agli esami, si accorge che per la materia che lui ha preparato su un testo di 800 pagine, i colleghi frequentanti se la cavano con un paio di dispense del professore. Che alla fine gli chiede: ma lei che è così intelligente, perché non frequenta?
E qui si sente mazziato.
Chi dequalifica l'università è semmai la categoria dei mantenuti a oltranza senza sensi di colpa. E ne ho visti tanti: con gli occhialoni stylish o un costoso abbigliamento finto povero, ad organizzare cene e a lamentarsi che la lezione delle 9 li costringe a una levataccia.
Ecco, io questi li manderei di corsa a lavorare.
Leggo da Repubblica:
Le due superpotenze nazionali della tv [...] si scambiano informazioni sui palinsesti. Concordano le strategie informative nel caso dei grandi eventi della cronaca. Orchestrano i resoconti della politica. Su tutto, la grande mano di Silvio Berlusconi e dei suoi collaboratori.
Giornalisti in subbuglio, politici che si agitano. Io mi chiedo cosa ci sia di nuovo.
Poi leggo un altro articolo e mi colpisce la trascrizione di una intercettazione telefonica:
[...] "in sottofondo voce di Debora che dice che Bondi e Cicchitto sono coscienti."
Ah, ecco dove sta la novità: noi pensavamo che Bondi e Cicchitto fossero in stato di semicoscienza dal 1994.
In principio era il PCI:
Poi si perse il Comunismo. Ci dissero che solo così, pur rimanendo di Sinistra, potevamo essere un Partito di Democratici:
Poi si perse il Partito:
Ora si recupera un Partito . E si perde la Sinistra:

Oggi leggo, e vi invito a leggere, questo post di Comicomix.
Si chiamerà davvero "Partito del popolo italiano della libertà", l'ho letto sul sito di Forza Italia!
La cosa mi rende ottimista, e io tendo a non esserlo, politicamente parlando:
1. ho visto in foto un Berlusconi più incerato del solito, più agitato, che si appoggia mediaticamente a gesti plateali, baci alla rossa Brambilla e grida. Mi sembra che annaspi più del governo Prodi.
2. non cerca nemmeno più di nascondere la deriva populista.
3. Fini e Casini, ed è la cosa che mi dà maggior soddisfazione, hanno ancora più voglia di me che Berlusconi si ritiri presto a insegnare botanica ai bambini. E sì che io ne ho molta...
Da questo post apprendo che il Presidente Napolitano ha concesso la medaglia d'oro al valore civile ad Ilaria Alpi e a Miran Hrovatin, due giornalisti uccisi in Somalia nel 1994.
Il caso di Ilaria e Miran non ha trovato ancora una soluzione: da varie risultanze sembra probabile che i due giornalisti siano stati eliminati per aver raccolto informazioni scottanti sul traffico di rifiuti tossici e radioattivi che partiva o transitava dall'Italia per arrivare in Somalia, dove l'esercito Italiano era impegnato in una missione internazionale.
Nel 2004 si insediò una commissione parlamentare d'inchiesta voluta da tutti gli schieramenti politici per far luce sui numerosi aspetti della vicenda che in sede giudiziaria non erano stati risolti: era presieduta da Carlo Taormina.
La conclusione dei lavori nel 2006 portò ad una relazione di maggioranza approvata dal centro-destra e a due relazioni di minoranza. Così Taormina nell'introduzione:
Per quanto concerne l'individuazione di possibili causali, secondo l'approfondito lavoro svolto in Commissione [...] nulla, in generale, è stato possibile accertare circa la possibile riconducibilità del fatto a problematiche inerenti al traffico di rifiuti illeciti o radioattivi o a quello di armi[...]
Al di là di comunque di ciò che si può pensare sul piano generale, certamente non è emerso un solo elemento probatorio dal quale sia risultato che da parte di Ilaria Alpi vi fosse stata la consapevolezza di fatti per i quali sarebbe stato preferibile toglierla di torno piuttosto che rischiare che li divulgasse[...]
La vicenda omicidiaria si inquadra in modo totalmente diverso da quello che per dodici anni si è voluto descrivere e si è approfonditamente indagato senza ottenere alcun elemento probatorio, per l'elementare ragione che il duplice omicidio è definibile anche come occasionale.
E' così che in Italia si insabbiano i fatti.

Lo so, è una sciocchezza. (a partire dal nome...)
Ma è vero che i gatti neri, in media, non piacciono alle persone.
Io ne ho uno.
E' femmina. Tutta nera. Con gli occhi gialli. Muta. Scontrosa e randagia. Senza nome.
A me piace così: guai a chi me la tocca.