
Italia, veranda di un bar. Qua e là alcuni stanno fumando: si sentono quasi all'esterno, perché c' una porta molto larga e talvolta entrano i piccioni. Al tavolo vicino al mio una squadra di cinque giovanotti beve birra e, appunto, fuma.
Si avvicina un cameriere e indica il cartello di divieto. Non si può fumare. Un giovanotto risponde: ma lo fanno tutti. Il cameriere fa spallucce e commenta: se passano i carabinieri 100 euro di multa li paghi tu. Il giovanotto esce a finire la sigaretta.
Italia, strada trafficata. Una signora ha piazzato l'auto in doppia fila, l'autobus non passa e si crea una coda strombazzante. La signora va a recuperare la macchina tra gli insulti della gente. Ma ce la lasciano tutti!, si difende irritata.
Italia, teatro. Spettacolo soft, candele sul palco. Prima dell'inizio una voce ripete più volte: vi ricordiamo che è vietato fare fotografie con il flash. Il tizio accanto a me mi acceca in continuazione con la sua cazzo di macchinetta. Gli chiedo se cortesemente può evitare il flash. Mi risponde con tono aggressivo che lo fanno tutti.
Così fan tutti. Rassegnatevi. Non importa se è vietato, non importa se è fastidioso: se lo fanno tutti va bene. Si smette solo se arriva il carabiniere.
Allora vedete che aveva ragione Craxi, che le tangenti le prendevano tutti? E allora vedete che ha ragione Sandra Mastella, che le raccomandazioni le fanno tutti?
Così fan tutti, e poi si lamentano. Così fan tutti, viva l'Italia.

Oggi per errore mi hanno fatto attraversare il mercatino di libri usati sotto il Waterloo Bridge: per rimediare all'errore hanno dovuto impedirmi di batterlo a tappeto e spendere una fortuna.
Comunque, tra le altre cose, al prezzo di 4 pound porto come bottino "What then must we do?", di Tolstoj.
Edizione Oxford University Press, anno 1936. Con dedica, of course: D.Y.B. Edgar, May 1938.
Sono soddisfazioni.

Mi chiedo: quelli dei movimenti per la Vita, cosa pensano di fare "combattendo l'aborto"? Pensano di arrivare ad un mondo dove non esisterà più la necessità per una donna di interrompere la gravidanza?
Perché quella sarebbe una bella cosa: ma sarebbe il caso di iniziare a cambiare il mondo, non le donne.
Ma quelli "per la Vita" lo sanno benissimo che l'aborto è sempre esistito e sempre esisterà, con o senza le tutele garantite dalla Legge 194/1978.
Lo sanno benissimo che l'ultima parola, di fatto, spetta alle donne. Sanno che, in cliniche private all'estero o con i metodi medioevali delle mammane, un modo per abortire, se c'è necessità, le donne lo troveranno sempre.
Lo sanno. Ma vogliono che le donne si sentano in colpa, vogliono poterle chiamare assassine: non vogliono che la società si accolli il peso di quel dramma e delle sue ragioni. Non ne vogliono sapere, lor signori, preti e politici, della responsabilità di una scelta simile. Sono anime pure, loro: sono per la Vita!
Che resti alle donne quel dolore, che si sentano in colpa, che si sentano assassine se non riescono a portare quel peso nel ventre o preferiscono non dare alla luce un disgraziato. Che lo facciano di nascosto, che rischino la vita, che siano consapevoli di far peccato.
Che si realizzi finalmente il sogno di un paese dove il peccato corrisponde al reato.
Le donne, conviene farle sentire strumento di dio e nient'altro: contenitori, incubatrici. Partoriscono con dolore per condanna divina, e allora, se si sottraggono a dolori ben più grandi di quelli del parto ma decisi sempre dalla bontà di dio, che siano dannate nel fuoco dell'inferno, streghe e peccatrici.
E se non riescono a fuggire, ci sarà materiale umano su cui esercitare la carità cristiana.
PS: Ferrara no, non rientra tra i paladini della Vita. Lui va preso per quello che è: il più abile opportunista in malafede che ci sia in circolazione. Ah: e un grandissimo stronzo, ça va sans dire.
PS': e poi ora basta, non ne parlo più. Aspetto dietro la barricata le proposte di modifica alla L.194/78, se ci saranno.
Sapete qual è la cosa che veramente ci è mancata nei due (quasi) anni di governo di centro-sinistra? Quello che ci avrebbe tirato su il morale? Una cosa che, siamo certi, se dovesse vincere le elezioni, Berlusconi non ci farà mancare: le figure di merda all'estero.
Eh sì. Altro che mediazione tra Israele e Libano. Altro che moratoria sulla pena di morte...
Cito a memoria le perle che seppe regalarci il governo di centro-destra:
- Quando Berlusconi disse che all'epoca di Mao in Cina i bambini venivano bolliti e usati come fertilizzante.
- Quando Berlusconi disse al parlamentare tedesco Martin Schulz che in Italia si stava girando un film sul nazismo e che lui sarebbe stato perfetto per il ruolo di un kapò.
... e nell'occasione disse ai parlamentari europei che lo contestavano che erano turisti della democrazia.
- Quando la Commissione Europea respinse la nomina di Buttiglione per le sue posizioni omofobe.
... e nell'occasione Mirko Tremaglia, ministro del governo Berlusconi, ebbe a dichiarare che evidentemente al Parlamento Europeo i cultattoni sono in maggioranza.
- Quando il povero Berlusconi fece ironia sul fatto che l'Italia si era aggiudicata la sede dell'Agenzia Alimentare Europea, grazie al fatto che lui aveva rispolverato le sue doti di playboy con la presidente finlandese. D'altronde aveva ragione quando disse che "non c'era alcuna possibilità di confronto tra il culatello di Parma e la renna affumicata". Ma quei seriosi dei finlandesi convocarono l'ambasciatore italiano a Helsinki.
- Quando Borghezio e altri leghisti si fecero cacciare dal Parlamento Europeo per le contestazioni al Presidente della Repubblica Ciampi che parlava della moneta unica.
- Quando il ministro Giovanardi commentò le leggi olandesi sull'eutanasia, definendole naziste.
- Quando Calderoli sfoggiò una maglietta con le famose vignette danesi su Maometto: 11 morti nell'assalto al consolato italiano in Libia.
Potrei aggiungerne altre, ma di fronte a tutto ciò, le corna nella foto ufficiale al vertice dei Ministri degli Esteri Europei, mi sembrano una divertente e goliardica ragazzata.
Quindi, coraggio, ci aspettano grasse risate in compagnia del resto del mondo. Io già pregusto quelle che ci faremmo se davvero presentassero all'onu la proposta di moratoria sull'aborto.
Un mondo che si deve creare da sé la sua giustizia è un mondo senza speranza. [...] Un mondo senza Dio è un mondo senza speranza (cfr Ef 2,12). Solo Dio può creare giustizia.
(Benedetto XVI, Spe salvi)
...
Sono di un paese vertiginoso dove la lotteria è parte principale della realtà; fino ad oggi, pensai così poco ad essa come alla condotta degli dei indecifrabili o del mio cuore. Ora, lontano da Babilonia e dai costumi che amo, penso con qualche stupore alla lotteria, e alle congetture blasfeme che mormorano nel crepuscolo gli uomini velati.
Mio padre raccontava che anticamente - anni addietro? secoli? - la lotteria fu a Babilonia un gioco di carattere plebeo. Diceva (se sia vero non so) che i barbieri distribuivano, in cambio di monete di rame, rettangoli d'osso o di pergamena ornati di simboli. Il sorteggio si faceva di giorno: i favoriti ricevevano, senz'altra convalida del caso, delle monete d'argento coniate. Come vedono, il procedimento era elementare.
Naturalmente, queste lotterie fallirono. La loro virtù morale era nulla. Non si rivolgevano a tutte le facoltà dell'uomo: solo alla sua speranza. Aumentando l'indifferenza del pubblico, gli affaristi che avevano fondato queste lotterie venali cominciarono a perdere il denaro.
Qualcuno tentò una riforma: l'interpolazione di poche sorti avverse tra il numero di quelle favorevoli. In virtù di questa riforma, gli acquirenti di rettangoli numerati si mettevano al duplice azzardo di riscuotere un premio e di pagare una multa a volte ingente. Questo tenue rischio (per ogni trenta numeri favorevoli ve n'era uno disgraziato) risvegliò com'è naturale, l'interesse del pubblico. I babilonesi si dettero in massa a questo gioco.
[...] La Compagnia (così si cominciò allora a chiamarla) dovette vegliare sugli interessi dei vincitori, che non potevano riscuotere i premi se mancava nelle casse l'importo quasi totale delle multe.
S'intentarono processi ai perditori che non pagavano: il giudice li condannava al pagamento della multa e delle spese, o a qualche giorno di carcere. Tutti, pur di defraudare la Compagnia, optarono per il carcere. Da questa bravata di alcuni nacque l'onnipotenza della Compagnia - il suo valore ecclesiastico, metafisico.
[...] Per inverosimile che appaia, nessuno aveva ancora tentato una teoria generale dei giochi. Il babilonese è poco speculativo. Accetta i dettami del caso, gli affida la propria vita, la propria speranza, il proprio terrore, ma non gli accade di investigare le sue leggi labirintiche, le sfere giratorie che le rivelano.
[...] La Compagnia, con modestia divina, evita ogni pubblicità. I suoi agenti, com'è naturale, sono segreti; i comandi ch'essa impartisce incessantemente (forse infinitamente) non differiscono da quelli che s'arrogano gli impostori. (Jorge Luis Borges, La Lotteria a Babilonia)
La mamma degli stronzi è sempre incinta, si dice dalle mie parti: Sette uomini in divisa si sono presentati ieri pomeriggio nella Clinica Ostetrica per indagare su un´interruzione di gravidanza effettuata su una 39 enne che aveva in grembo un feto malformato.
Il sospetto delle forze dell´ordine, dicono i medici, sarebbe nato da una denuncia anonima secondo cui la donna avrebbe ottenuto un aborto fuori legge per disfarsi del neonato. (Da repubblica.it)
Credo che la misura sia stracolma: penso di vivere in un paese maschilista, violento, volgare, ginecofobico e stupido.
Stiamo tornando indietro millenni perché i rappresentanti di questo paese credono di poter corteggiare le gerarchie ecclesiastiche, con il loro apporto di potere e voti ignoranti, sulla pelle delle persone.
L'episodio di Napoli è di una gravità totale, inaudita: non ci sono giustificazioni né sul merito né tantomeno sul metodo.
Potrei aggiungere un'osservazione "in diritto", ma onestamente mi sembra che non ci sia bisogno di cavillare su procedure o altro: mi basta prendere atto dell'indecenza cui siamo arrivati.
Dico la mia, con cautela, sulla presenza di Israele alla Fiera del Libro di Torino.
Premesso che la politica dell'attuale governo di quel paese è criminale, non credo che la situazione si risolva non ospitando Yehoshua, Amos Oz o Grossman nel contesto di un evento culturale.
In occasione della presenza di autorità politche israeliane, sarebbe una buona idea organizzare manifestazioni e iniziative di protesta (come sarebbe opportuno anche nei confronti di rappresentanti di altri paesi che violano apertamente i diritti umani, dagli Stati Uniti all'Iran.)
Questo perché criticare quel governo è necessario: è troppo grave quello che sta accadendo al popolo palestinese.
Ma sbagliare metodo e obiettivo è pericoloso: la strumentalizzazione da parte dei potenti annienta il dissenso.
Vorrei cantare il canto delle tue mani,
giocare con te un eterno gioco proibito
che l'oggi restasse oggi senza domani
o domani potesse tendere all' infinito.
(F.Guccini, Vorrei)
Io mi sto quasi rilassando, ora che riesco a immaginare come potrebbero andare le cose ad Aprile.
- Scenario 1:
vince Berlusconi,
il Pd fa quello che ha fatto negli scorsi 5 anni di governo di destra,
la sinistra sta all'opposizione.
- Scenario 2:
vince il Pd,
Berlusconi fa quello che ha fatto negli ultimi 20 mesi,
la sinistra sta all'opposizione.
Guardate che l'opposizione è una cosa seria: per lunghi anni, con lo spettro del comunismo in giro per l'Europa, i governi di destra in Italia hanno sentito il fiato sul collo di un popolo che si riconosceva in un partito di massa, ed era pronto a scendere in piazza e a bloccare le fabbriche...
Oggi, più che un popolo abbiamo un gregge: non so cosa serva per svegliarlo, non so se la "cosa rossa" riuscirà a dare un senso a tutto il malcontento a sinistra del PD (e temo di no).
Ma forse una sinistra all'opposizione qualcosa potrà fare: manifestare contro il precariato non sarà più una spallata agli alleati, reagire alle ingerenze vaticane non significherà mettere di cattivo umore alcuni partiti della coalizione, essere contrari alla guerra non metterà in imbarazzo il governo...
Con la certezza di non vincere le elezioni, in qualche modo mi dovrò pur consolare.