Ho trovato un filmato girato in un'assemblea di Mirafiori nel 1989, all'indomani dell'annuncio di Occhetto alla Bolognina.
Mi vengono spontanei un sacco di pensieri ad ascoltare i discorsi di quella gente, le loro preoccupazioni per il futuro del partito e di loro stessi.
Voi intanto, spendete 10 minuti per vedere il filmato. Io ci penso un po', e vedo se mi riesce di dire qualcosa di non interamente superfluo!
Torino 2 dicembre 1989
Ma veramente qualcuno ha potuto pensare che Rutelli avrebbe vinto il ballottaggio?
Davvero qualcuno ha pensato che candidare Cicciobello fosse una scelta vincente?
Anime candide, quasi mi fanno tenerezza...
Ora che la sinistra è extraparlamentare e i suoi vecchi leader sono stati spazzati via come la polvere...
Ora che anche voi, ex-compagni piddini, avete toccato con mano il rifiuto delle facce viste e riviste di questa dirigenza imbalsamata e priva di coraggio...
Ora che Roma è l'ennesima dimostrazione di una deriva a destra della politica e della società...
Ora che Veltroni propone come nomi nuovi per i capigruppo di camera e senato Fassino, Bersani e Follini...
Ora che baciar le pile e fare l'occhiolino a confindustria ha portato ad una sconfitta memorabile...
Ora che il bilancio conclusivo ce lo abbiamo davanti agli occhi...
... veramente avete ancora il coraggio di dire che quella era la strada giusta?
Io ho qualche problema con l'arte contemporanea, o meglio con quelle forme d'arte che sembrano non richiedere all'artista alcuna particolare abilità, né forniscono indizi, seppur vaghi, sul loro significato.
In media con un significante mediocre, mi aspetterei un significato forte come un cazzotto nello stomaco.
Diciamo che quando Duchamp ha firmato un orinatoio e ha detto che era un'opera d'arte, non aveva tutti i torti: il messaggio era forte e sovversivo, nonché molto chiaro. Povero il significante, grandioso il significato.
Però di fronte a due pezzi di legno appiccicati con qualche altro ammennicolo non particolarmente affascinante resto immobile, senza sentimento.
Leggo la spiegazione e mi parla di "sexual fetishism and the relationship between concealment and desire". Pur consapevole che l'artista ha prodotto in vita opere più coinvolgenti (anche per la mia limitata comprensione dei linguaggi artistici) non riesco proprio a capire il nesso tra ciò che vedo e ciò che mi si voleva dire, né ad apprezzare.
Mentre sto per passare oltre, una bambina di 8-9 anni, vestita con gonnellina e scaldamuscoli rosa, mi si infila davanti, mentre la mamma educatamente resta accanto a me. La biondina - per fortuna - non perde tempo a leggere e fornisce istantaneamente la sua interpretazione:
"It's an upside-down duck!" E svolazza verso una collana di saponette di Miroslaw Balka.
Ecco. E' vero: era un'anatra sottosopra. E basta.
Peccato che dopo gli 8 anni tutti perdiamo il coraggio di dirlo a voce alta...
Non so perché trafitto
da tante lacrime sogguardo
quel gruppo di ragazzi allontanarsi
nell'acre luce di una Roma ignota,
la Roma appena affiorata dalla morte,
superstite con tutta la stupenda
gioia di biancheggiare nella luce:
piena del suo immediato destino
d'un dopoguerra epico, degli anni
brevi e degni d'un'intera esistenza.
Li vedo allontanarsi: ed è ben chiaro
che, adolescenti, prendono la strada
della speranza, in mezzo alle macerie
assorbite da un biancore che è vita
quai sessuale, sacra nelle sue miserie.
E il loro allontanarsi nella luce
mi fa ora raggricciare di pianto:
perché? Perché non c'era luce
nel loro futuro. Perché c'era
questo stanco ricadere, questa oscurità.
Sono adulti, ora: hanno vissuto
quel loro sgomentante dopoguerra
di corruzione assorbita dalla luce,
e sono intorno a me, poveri uomini
a cui ogni martirio è stato inutile,
servi del tempo, in questi giorni
in cui si desta il doloroso stupore
di sapere che tutta quella luce,
per cui vivemmo, fu soltanto un sogno
ingiustificato, inoggettivo, fonte
ora di solitarie, vergognose lacrime.
(Pier Paolo Pasolini, Lacrime da "La Ricchezza" 1955-1959)
Domani sarà il 25 Aprile. I miei ricordi mi portano a qualche manifestazione di provincia, con i gonfaloni dei comuni e i partigiani dell'ANPI , o in montagna sul luogo di un eccidio ad ascoltare le storie dei sopravvissuti: era così che lo festeggiavo anni fa.
Se penso al 25 Aprile io penso alla liberazione dell'Italia dal fascismo, a tutte le persone che sono morte nella guerra civile che si combatté in quegli anni. Penso ai racconti che mi hanno fatto, alle brigate nascoste nei boschi intorno a casa mia; penso ai romanzi di Fenoglio, a chi è morto fucilato il giorno prima senza vedere realizzato il sogno per cui ha dato la vita.
Penso che in Italia, in quegli anni, ci furono grandi uomini e grandi donne, di sinistra e di destra, partigiani rossi e azzurri, che combatterono, non metaforicamente, per abbattere un regime dittatoriale.
Penso alle retate dei fascisti nelle case, alle rese dei conti da ambo le parti, ai sacrifici, alle lettere dei partigiani prima della fucilazione, penso ad un periodo di grande poesia e orribile crudeltà.
Mi viene in mente tutto questo, quando penso al 25 Aprile, perché ripenso all'Italia del 1945 e alla potenza dei fatti, delle persone e del pensiero di quegli anni.
In tutto questo, il blog di Beppe Grillo, le televisioni e i giornali non c'entrano niente.
Perché riguardano persone, fatti e pensieri incomparabilmente piccoli rispetto alla luce abbagliante e crudele della Resistenza.
- Eh, gli uomini in casa sono proprio un disastro, signora mia.
- Già, non lo dica a me. Non posso uscire un attimo che mio marito mi butta tutto all'aria! È proprio imbranato, va'!
- Ma per fortuna che ora non devo più andare a lavorare, così lui non fa danni e il pupo non va più all'asilo, dove ci sono tutti quei ragazzacci di famiglie disgraziate.
- Anche io sono così sollevata da quando mi posso dedicare interamente alla casa... E poi, del resto, non è che prima a noi donne ci facessero fare lavori tanto divertenti, no?
- Già, è tutta un'altra cosa, sa? Prima dovevo lavorare, ora invece lascio che a lavoro ci stiano quelle sciacquette senza figli, o le madri snaturate che preferiscono mandare il bambino al nido. Per fortuna che ora decideranno di non spendere più soldi pubblici per quegli inutili lager per bambini.
- Sì, così tutti capiranno che la maggioranza delle donne vuole solo starsene a casa a fare la moglie e la mamma.
- Io ormai esco solo con mio marito per fare la spesa... Mica ce lo mando da solo! O va a finire che mi compra le patate senza selenio, quell'incapace... Ma menomale che la spesa la fanno le donne!
- Guardi, io esco da sola soltanto per buttare la spazzatura. E in quel caso mi porto il mio braccialettino salva-vita. Lo tengo appeso al collo, ché non si sa mai.

Penso che trovarsi a tavola, ed esempio, tra una famiglia francese e una coppia tedesca, abbia per me un vantaggio innegabile: non capisco una parola di quello che dicono.
Invece, se mi trovo al ristorante in un tavolo appiccicato a quello di due connazionali deliranti, c'è poco da fare: grazie ad un colorito abbastanza pallido posso fingere di essere inglese, ma le orecchie, quelle restano italiane.
Talvolta però il delirio è così interessante che il dialogo diventa ricco di fascino, surreale, e c'è da essere quasi contenti ad averlo forzatamente ascoltato. (NB: ho detto "quasi")
L'altro giorno ad esempio c'era una signora in tailleur che parlava con il tizio di fronte a lei. Ho appreso grazie alla loro conversazione una serie di teorie entusiasmanti sul mondo, le religioni e la storia.
Inoltre ho saputo che il governo Prodi non è caduto grazie a Mastella e Dini, ma grazie alle preghiere della tizia, in particolare ad un salmo che lei recitava al preciso scopo di provocare una crisi di governo (mi perdonerete se al momento non ricordo il numero; comunque parlava di sbaragliare i nemici, umiliarli, calpestarli ecc).
La signora era anche una devota fan dello stato di Israele, grazie al quale si compiranno le profezie bibliche. Trattava con un po' di compassione i poveri ebrei che non sanno riconoscere il figlio di Dio, e infine sentenziava che tutti coloro che criticano il governo di Israele (compresa quella sottospecie di ebrei "di sinistra") sono atei e comunisti che vogliono ostacolare le profezie.
Ma atei e comunisti notoriamente sono l'Anticristo che infatti non vuole la realizzazione del regno di Dio. Ha chiuso il sillogismo con uno "tzè" come a dire che a lei il Diavolo non la frega, nemmeno travestito da Rosy Bindi (additata in precedenza come falsa cattolica, in realtà comunista)
"L'Anticristo" l'ha detto facendo vibrare la C e la R nel loro pio incontro.
Io ero lì, con la mia bella pizza fumante e secondo lei, a conti fatti, ero l'Anticristo.
Chissà, forse mi dovevo presentare: porgerle la mano e dirle "Piacere Anticristo! Scusi, sa, sono qui in incognito... la fanno buona la pizza, eh?"
Ci leggiamo tra una settimana, klochov si prende una piccola pausa post-elettorale e post-influenza.
Vi lascio con questa immagine che ben rappresenta il mio stato d'animo... E ovviamente l'invito a visitare la galleria di Banksy...
No, non c'è da minimizzare: non credo che potesse andare peggio di così.
Non credo che ci sia niente di peggio della scomparsa totale della sinistra e dell'affermazione della Lega che condizionerà ulteriormente in modo peggiorativo l'azione dell'ennesimo governo Berlusconi.
Ho peccato d'ingenuità e di ottimismo, io che pensavo di aver ponderato con malizia e pessimismo.
Pensavo che la Sinistra Arcobaleno avrebbe comodamente raggiunto la soglia di sbarramento alla camera e altrettanto al senato, anche se solo in alcune regioni "rosse".
E pensavo che la Lega, con le dichiarazioni belligeranti di Bossi che voleva imbracciare i fucili, le solite facce, con l'occhio sempre più spento, avrebbe perso visibilmente terreno.
Il mio "voto utile" al senato è stato dannoso: la Sinistra Arcobaleno non ha raggiunto la soglia di sbarramento e se non sbaglio i miei calcoli, i voti che ha preso sono andati alla parte perdente, che per la Toscana è il PDL... (Errata corrige: avevo la febbre, è stato semplicemente inutile come sarebbe stato qualsiasi altro voto nella mia regione)
Adesso è il momento in cui mi chiedo se siano felici gli astenuti, gli schifati, gli amici di Beppe Grillo, i Turigliatto e Ferrando della situazione: felici che la cosa più di sinistra in parlamento sia il PD, che queste elezioni abbiano fatto spingere ulteriormente il piede sull'acceleratore del presidenzialismo all'americana?
I dati non sono definitivi ancora, ma non credo che la sostanza possa cambiare.
La sinistra è scomparsa, noi riconsegnamo il paese nelle mani di nani e ballerine, leghisti, fascisti e rincoglioniti.
Buon pro vi faccia, italiani della maggioranza.
I risultati delle elezioni del 2001 li aspettai in un vecchia sezione del PCI, riadattata con il passare del tempo e dei partiti a circolo ARCI, seguendo i risultati su rai 3 con altri compagni. Andai a dormire alle 4.30, e la mattina in ufficio non ero persona con cui parlare amorevolmente...
Due anni fa, invece, passai la notte davanti al computer, ad aggiornare continuamente la pagina dei risultati del viminale e i vari speciali sui giornali.
Da una iniziale euforia passai lentamente alla paura, poi lo scoramento, poi un po' di speranza, alla fine andai a dormire con la convinzione che nulla di buono sarebbe uscito da quelle elezioni.
Quest'anno avevo in programma di uscire a cena fuori, così da distrarmi e risparmiarmi lo stress dell'attesa e del refresh page ad ogni minuto per vedere gli aggiornamenti in diretta.
Ma qualcosa congiura contro di me e un mal di gola atroce, con febbre e raffreddore mi ha inchiodato al divano... Così stasera, oltre a perdermi la cena tra amici e vedere le stelle ogni volta che deglutisco, mi tocca pure lo stillicidio delle sezioni scrutinate.
"Leggiti un buon libro e vai a dormire presto", mi potreste consigliare. E avreste tanta ragione.
Foto suneko