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venerdì, 30 maggio 2008

centri di permanenza temporanea

I CPT... ne stanno riparlando: dovranno essere più grandi, più sorvegliati, più a prova di fuga.
Dovranno esserci stipati tutti i clandestini, tutti i delinquenti; dovrà essercene uno in ogni città. Non dovrebbero essere più tanto temporanei...

A proposito di CPT, farebbe bene a tutti rileggere questo articolo di Fabrizio Gatti:
Il Mediterraneo stasera ha il respiro lento. Sotto il cielo senza luna, l'acqua non si vede. Si sente soltanto il suono, due o tre metri laggiù ai piedi della scogliera.
Prima del salto, bisogna sincronizzarsi con il ritmo del mare. Entrare in acqua quando l'onda è più alta, sfruttare la risacca e allontanarsi subito dalle rocce. Uno. Due. Al tre il freddo già avvolge il corpo: da questo momento sono Bilal Ibrahim el Habib... (continua su L'Espresso)
postato da: klochov alle ore 21:15 | link | commenti (2)
categorie: politica, giustizia, diritti umani
mercoledì, 28 maggio 2008

quando la mafia arrivò a firenze

Quando la mafia arrivò a Firenze era una primavera calda e colorata.

Però le immagini di Via dei Georgofili me le ricordo in bianco e nero, quasi fossero quelle dell'alluvione del '66. Mi ricordo le foto sui quotidiani del giorno dopo, più che le immagini televisive: forse per un'impressione del tutto privata e personale.

Mi ricordo che stavo leggendo il giornale con i gomiti appoggiati sul davanzale di una finestra illuminata dal sole, la testa china in avanti.

Lessi a lungo, e quando arrivai ad un articolo che parlava delle vittime - tra loro due bambine piccolissime - il sole mi aveva scaldato la testa e la luce riflessa mi stava abbagliando. Alzai gli occhi per guardare fuori dalla finestra aperta e non c'erano più il cielo e gli alberi del giardino, solo un lampo azzurro che per un attimo mi tolse la vista e mi stampò nella memoria le immagini delle macerie di Via dei Georgofili.

Quello è il mio ricordo della mafia che afferma: sono ovunque, non crediate che io sia potente solo in Sicilia, non crediate che l'antistato non raggiunga già tutte le regioni dello stato.

Un lampo improvviso e doloroso agli occhi, che illumina la consapevolezza di una strategia criminale del terrore che dette i suoi frutti; una luce sinistra e innaturale che trasforma in una fredda foto in bianco e nero i colori vivi della terra italiana, che continua a ignorare le sue tragedie finché non la colpiscono al cuore.
postato da: klochov alle ore 11:51 | link | commenti (6)
categorie: politica, giustizia
martedì, 27 maggio 2008

stadio avanzato

No, io finora del governo ombra non ho detto niente. E che dovevo dire? Troppo facile.

Oggi mi imbatto in questa sdegnata dichiarazione di Piero Fassino (per chi di voi è un po' distratto, Fassino è ministro degli esteri del governo ombra...):
"Spot offensivi non solo verso l'Italia, ma ancora di più verso quei tantissimi italiani che vivono e risiedono stabilmente in Germania"
Io dico: Fassino, ma c'èra proprio bisogno? Non avevi altro da dire sulla politica estera?

Davvero nel PD pensate così male degli italiani da credere di farli contenti con queste rivendicazioni di orgoglio nazional popolare?

La berlusconizzazione del paese e del partito che lo rincorre è gia ad uno stadio così avanzato?
postato da: klochov alle ore 10:00 | link | commenti (7)
categorie: politica
domenica, 25 maggio 2008

reato di povertà

daumierAl principio di offensività io ho sempre creduto molto, perché ritengo che sia, oltre a una questione di civiltà, anche un buon modo per far comprendere a tutti perché determinate azioni non debbano essere commesse.

Il principio di offensività è uno dei cardini del nostro sistema penale, e significa che non vi può essere alcun reato senza un'offesa a un bene giuridico. Ovvero, che un fatto non può essere previsto come reato se quel comportamento non va a danneggiare qualcosa, che non sia necessariamente un bene materiale.

I reati che sono più facilmente comprensibili e di cui tutti percepiscono l'offensività sono quelli che concretamente danneggiano una persona nella sua integrità fisica o nel suo patrimonio: il furto, l'omicidio, le lesioni, la violenza sessuale...

Poi ci sono i cosiddetti reati di pericolo: quando un comportamento, pur non provocando un danno nell'immediato, è tale da mettere in pericolo il bene tutelato, viene considerato meritevole di punizione da parte dell'ordinamento. Sono meno immediati, ma ugualmente importanti: guidare ubriachi, di per sé, non fa male a nessuno, ma rischia di provocare un danno enorme: è pericoloso.

Fatta questa piccola premessa, mi chiedo, e vi chiedo: qual è il bene che viene offeso con il reato di immigrazione clandestina?

La risposta immagino che sia: è un reato di pericolo che mette a rischio l'incolumità pubblica.

Quindi la semplice condizione personale di essere stranieri senza un visto è un pericolo per l'incolumità pubblica? Significa che per una mera condizione personale un individuo viene ritenuto pericoloso per la società, pur non avendo mai avuto comportamenti socialmente pericolosi.

La valutazione della propensione a delinquere di certe persone, basata su dati statistici e studi sociologici, deve orientare politiche preventive, come favorire l'integrazione dei soggetti più a rischio.

In un quartiere povero alla periferia di una grande città, la probabilità che un ragazzo prenda "una cattiva strada" è più alta rispetto ad altre realtà. La povertà e l'emarginazione sociale, ovviamente, sono fattori di rischio di grande impatto, ma non per questo esiste un reato di povertà.

Ops, non ancora...
postato da: klochov alle ore 17:44 | link | commenti (3)
categorie: politica, giustizia
sabato, 24 maggio 2008

il sonno della ragione

El_sueño_de_la_razón_produce_monstruosFunziona così: che la disperazione esplode e la paura che gli altri siano colpevoli della nostra miseria risveglia istinti animali. Il sonno della ragione, si sa, genera mostri.

Le immagini che arrivano in questi giorni dal Sud Africa ritraggono persone povere che uccidono e seviziano altre persone povere. Ho visto in un filmato il linciaggio di un uomo dello Zimbabwe: ragazzi in tuta e ciabatte lo picchiavano con lunghi pali sulla schiena e sulla testa. Mi sono tornate in mente le immagini di un film del 1989, "Un'Arida Stagione Bianca" in cui si parlava di apartheid.

Le vittime delle violenze di questi giorni in Sud Africa sono gli stranieri, provenienti da Zimbabwe, Mozambico, Nigeria, Somalia. Il paese è una meta di immigrazione da tutto il continente, e molti stranieri trovano occupazione nelle numerose miniere, ma i più preparati anche nelle fabbriche e nel settore dei servizi.

I sudafricani più poveri percepiscono gli stranieri da un lato come ladri di posti di lavoro, dall'altro imputano specialmente agli immigrati dallo Zimbabwe la responsabilità per la crescita della criminalità nel paese.

Il presidente Thabo Mbeki invita a fermare la violenza xenofoba, ma non fa niente per favorire l'accoglienza di immigrati in fuga da zone di guerra o regimi autoritari, legittimando ufficialmente i loro governi e non riconoscendo le questioni umanitarie che portano alla fuga verso il Sud Africa.

Le istituzioni e la società civile condannano le violenze, ma la distanza tra la ragionevolezza e la paura, tra l'accoglienza e la disperazione è incolmabile.

La distanza tra Ponticelli e Johannesburg non è molta.

Il mondo mi sembra sembra sempre più popolato di mostri, mentre tutti dormiamo, preoccupati del nostro ombelico.
postato da: klochov alle ore 16:42 | link | commenti (6)
categorie: politica, africa, diritti umani
venerdì, 23 maggio 2008

orgoglio e pregiudizio

Ma questi gay non potrebbero rivendicare i loro diritti organizzando un gay pride in giacca e cravatta?

No, direi di no.

Il perché ve lo spiega animasalva.
postato da: klochov alle ore 09:44 | link | commenti (6)
categorie: politica, costume
giovedì, 22 maggio 2008

lettera al ministro sulla L.194/78

"Comincio col dire, da cattolica, che condivido le parole del Papa quando afferma che la 194 è una ferita, che oggettivamente ha fatto perdere all'Italia milioni di vite provocando un danno spirituale e demografico del Paese." dal blog del Ministro per le pari opportunità.

Onorevole,

cominciamo col dire che la sua confessione di appartenenza non ci interessa, dal momento che il suo ruolo è quello di Ministro di un paese che da tempo non riconosce più una religione di stato.

La informiamo che il monitoraggio sull'attuazione della Legge 194/1978 viene regolarmente svolto dal Ministero della salute, che non dovrebbe avvalersi della consulenza di papi, rabbini, sciamani, ayatollah, lama, brahmani o altro.

Pertanto la invitiamo a prendere visione della relazione presentata lo scorso 21 Aprile dal Ministro della salute uscente.

Nel caso la lettura del lungo documento dovesse tediarla oltre misura, ne riportiamo una brevissima analisi a suo vantaggio.

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Prima dell'introduzione della legge 194/78 i dati degli aborti clandestini non erano monitorabili.

L'andamento del ricorso all'interruzione di gravidanza dagli anni '80 ad oggi, invece, è quello che in termini assoluti può vedere rappresentato nella tabella qui sotto.

igv.jpg

Prendendo l'anno 1982 come punta massima degli aborti praticati legalmente, si può notare fino ad oggi
una curva costantemente discendente del valore totale.

Rispetto al 1982 l'interruzione di gravidanza nel 2007 ha registrato una
diminuzione assoluta del 45.9%
Prendendo in considerazione solo il dato di cittadinanza italiana, la diminuzione è calcolata intorno al 60%.

L'alta incidenza sul dato delle
donne straniere nel nostro paese ha evidenti profili sociologici per cui si rimanda all'analisi dei flussi migratori, della condizione economica, occupazionale e d'istruzione delle immigrate. Aggiungiamo che la propaganda xenofoba portata avanti dal suo governo avrà indubbiamente un ruolo importante nel far salire ulteriormente la curva relativa alle donne straniere.

Mi piace aggiungere qui la conclusione che il ministro allega alla relazione:
"La spiegazione più plausibile [della costante diminuzione del ricorso a IVG] è il maggiore e più efficace ricorso a metodi per la procreazione consapevole, alternativi all'aborto, secondo gli auspici della legge."

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Questi dati dicono cose abbastanza chiare: è con l'istruzione, il miglioramento delle condizioni delle famiglie, l'informazione, l'aiuto alle donne sole, la vigilanza sul rispetto delle norme per la maternità sul lavoro, l'integrazione degli immigrati, l'educazione sessuale dei bambini e dei ragazzi che si combatte l'aborto.

Non con la disinformazione e le falsità di quelle sue affermazioni. Non con la sessuofobia e la demonizzazione dei contraccettivi portate avanti dagli esponenti della confessione di riferimento  del suo schieramento politico.

Saluti.

klochov
postato da: klochov alle ore 10:32 | link | commenti (11)
categorie: politica, religione, informazione
mercoledì, 21 maggio 2008

8 per mille: scegliere tutti

8x1000-uaarTempo di dichiarazione dei redditi, tempo di 8 per mille. Io come al solito mi muovo in ritardo, ma quest'anno voglio lasciare un'informazione in più.

Invito tutti a leggere qui alcune informazioni sui meccanismi di ripartizione e ricordo che non scegliere non significa non devolvere l'8 per mille, né significa che resta allo stato. L'8 per mille di chi non effettua alcuna scelta, infatti, viene ripartito attenendosi alle scelte della maggioranza dei contribuenti.

A questo proposito, ci sono alcune categorie di persone che non presentano il 730 per vari motivi: sono lavoratori dipendenti, non hanno diritto ad alcuna detrazione ecc.

Queste persone di solito non presentano nemmeno il modulo per la destinazione dell'8 e del 5 per mille, perdendo l'occasione di scegliere a chi destinare queste risorse.

Invece, scegliere è facile anche per chi non presenta dichiarazioni.

Basta stampare questo modulo  fornito dall'agenzia delle entrate e consegnarlo entro il 31 luglio in busta chiusa a un ufficio postale che lo ritirerà e lo trasmetterà gratuitamente (oppure ad un CAF - un sindacato, un'associazione abilitata - o a un commercialista qualsiasi che però potrebbe chiedervi qualche spesa) (grazie conte per la precisazione alla mia imperdonabile distrazione).

E' un piccolo gesto, ma è importante anche per affermare la propria libertà e consapevolezza.
postato da: klochov alle ore 11:33 | link | commenti (13)
categorie: politica, religione, informazione
lunedì, 19 maggio 2008

Europa e noi

Moreau,_Europa_and_the_Bull...tremulae sinuantur flamine vestes.
(Ovidio, le metamorfosi, II 785)



Quando penso a quello che sta succedendo in questi giorni nelle nostre città, al risentimento sociale che sfocia in violenza verso i più deboli, provo anche un po' di paura: questi fatti  (roghi, deportazioni, blitz con manganelli, proposte di leggi razziali...) non sono così diversi da quelli che diedero l'avvio a quello che i Rom chiamano porajmos: la loro poco nota shoah.

Poi riprendo fiato e penso che siamo in Europa, che dipendiamo ormai troppo da questa comunità per ignorarne i principi fondanti oltre un certo limite.

In attesa di nuovi meritati provvedimenti contro l'Italia, mi accontento di riproporvi una risoluzione dello scorso 15 novembre.

Franco Frattini, attualmente ministro degli esteri, era commissario europeo responsabile per Giustizia, libertà e sicurezza (vi ricorderete senza dubbio che lo avevamo dovuto sostituire a Buttiglione, rispedito a casa per mancanza di decenza) e aveva fatto questa dichiarazione:
«Quello che si deve fare è semplice: si va in un campo nomadi a Roma, ad esempio sulla Cristoforo Colombo, e a chi sta lì si chiede "tu di che vivi?". Se quello risponde "non lo so", lo si prende e lo si rimanda in Romania. Così funziona la direttiva europea. Semplice e senza scampo»
Ma - purtroppo per Frattini - non è così semplice e senza scampo.

Il Parlamento Europeo, indignato per le parole del commissario, si affrettò a spiegare che la direttiva 38 del 2004 (quella invocata da Frattini per fare pulizia) circoscrive le possibilità di espulsione di un cittadino dell'Unione entro limiti ben definiti, ribadendo che "qualsiasi legislazione nazionale deve rispettare rigorosamente tali limiti e garanzie" (punti 4 e 5 della risoluzione).

Il Parlamento conferma un principio di diritto basilare, dichiarando inaccettabile la responsabilità collettiva: ovvero riafferma che la responsabilità di un reato è sempre personale e non può essere in alcun modo attribuita ad un'intera comunità.

Ritiene fondamentale "la lotta contro qualsiasi forma di razzismo e xenofobia e qualsiasi forma di discriminazione e stigmatizzazione basate sulla nazionalità e sull'origine etnica".

In conclusione dedica un pensiero al commissario italiano:
«Ritiene che le recenti dichiarazioni rilasciate alla stampa italiana da Franco Frattini, Vicepresidente della Commissione, in occasione dei gravi episodi verificatisi a Roma, siano contrarie allo spirito e alla lettera della direttiva 2004/38/CE, direttiva che gli si chiede di rispettare pienamente»
È importante ricordare questi episodi, anche per dare la misura di quanto le parole del nostro governo siano spesso campate in aria, invochino provvedimenti che - di fatto - non potranno adottare, e di come la loro unica funzione sia quella di gettare benzina sul fuoco. Ormai in senso non figurato.
postato da: klochov alle ore 23:46 | link | commenti (7)
categorie: politica, europa, diritti umani
domenica, 18 maggio 2008

mi viene da vomitare

Il mestiere più antico del mondo è quello della vendita del proprio corpo.

È utile ricordare che si tratta di un mestiere che non va in crisi perché c'è sempre chi compra.

È un mestiere che si svolge a vari livelli in vari luoghi: nelle strade, nelle stanze d'albergo, negli studi televisivi, nei ministeri o in parlamento.

A seconda di dove si esercita ci sono diversi tipi di clienti: poveracci, conduttori televisivi, fotografi, parlamentari, re e industriali.

Chi è costretta a vendersi per strada, al margine della società per tirare avanti, mi fa tanta compassione. Penso alla paura, alla violenza, alla sporcizia, ai ricatti.

Chi vende il proprio corpo in TV o sotto le scrivanie dei potenti per un posto da valletta, o viste le ultime novità, alla camera dei deputati, tende a farmi rabbia.
Penso all'opportunismo, alla mancanza di rispetto per se stesse, allo svilimento della figura femminile.

Quando vedo foto come queste, dove povere criste vengono strattonate e arrestate come le peggiori criminali tra le risate e gli insulti di chi forse la sera prima ha pagato
25 euro per una scopata in macchina, provo tanta tantissima vergogna di vivere ancora in questo paese.
postato da: klochov alle ore 17:15 | link | commenti (10)
categorie: politica, diritti umani, costume