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sabato, 27 settembre 2008

leggi insindacabili

In uno dei processi a carico di Silvio Berlusconi è stata sollevata eccezione di costituzionalità sul cosiddetto lodo Alfano.

Mettetevi nei panni di quel pubblico ministero: gli si presentano gli avvocati dell'imputato e dicono: "Eh no: questo processo non s'ha più da fare. L'imputato stesso ha fatto una legge che dice che lui non si può processare, nemmeno se ammazza la moglie."

Il pubblico ministero che deve fare? Prende in mano la legge in questione, le dà un'occhiata e immediatamente gli torna in mente l'art.3 della Costituzione:
"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali."
Davanti alla legge, insomma, non importa se sei maschio o femmina, bianco o nero, se parli italiano o rumeno, sei sei cattolico o musulmano, di destra o di sinistra, ricco o povero, medico o spazzino. Non importa chi sei né che mestiere fai. Di fronte alla legge sei uguale agli altri.

Il pubblico ministero, assalito dal dubbio che una legge che esclude dai tutti solo 4 persone sia in contrasto proprio con quell'articolo della Costituzione, decide di fare l'unica cosa possibile: chiede di pronunciarsi alla Corte Costituzionale, l'istituzione deputata a giudicare "sulle controversie relative alla legittimità costituzionale delle leggi" (Cost. art.134). E poi aspettare per vedere cosa decidono lassù in alto, sopra di lui.

L'avvocato dell'imputato, che per combinazione è colui che ha ideato la legge, protesta che il testo è stato promulgato dal Presidente della Repubblica, che quindi ha già fatto le sue considerazioni e che questo dovrebbe essere sufficiente a garantire la costituzionalità della legge.

Ma va?! Ma davvero!? Ma che novità!

Art. 73 Cost.: "Le leggi sono promulgate dal Presidente della Repubblica entro un mese dall'approvazione."

Tutte le leggi sono promulgate dal Presidente della Repubblica, e tutte le leggi possono essere giuidicate dalla Corte Costituzionale se a qualcuno, nell'ambito di un processo, salta in mente che siano in contrasto con la Costituzione.

Ma probabilmente il ministro Ghedini (no, ops, scusate, il ministro dicono sia tale Alfano) ritiene ormai maturi i tempi per una legge ordinaria - immagino la chiameranno 'lodo Ghedini' - che stabilisca che alcune leggi sono escluse dal sindacato della Corte Costituzionale.

Se il Presidente del Consiglio non può essere giudicato dalla magistratura, non si capisce perché le leggi da lui firmate debbano essere giudicate dalla Corte Costituzionale.
postato da: klochov alle ore 16:28 | link | commenti (8)
categorie: politica, giustizia
giovedì, 25 settembre 2008

elogio del relativismo

ZagrebelskyRelativismo, contrariamente a ciò che dice il magistero cattolico, che parla addirittura di "dittatura" o "dispotismo del relativismo", non significa affatto condanna delle convinzioni morali; non significa che una cosa vale l'altra e che dunque nulla ha valore.

Sul piano della vita individuale, significa che le convinzioni, i valori, le fedi sono, per l'appunto, relativi a chi li professa e che nessuno può a priori imporli agli altri.

Sul piano della vita collettiva, relativismo significa che queste relatività devono poter entrare nel libero dibattito per cercare condivise soluzioni normative ai problemi del vivere comune, senza veti pregiudiziali.

La democrazia deve essere orgogliosa di questo suo carattere. Tutte le volte che supinamente se ne scusa, chiede venia e quasi si vergogna, ripudia se stessa.

Gustavo Zagrebelsky, Contro l'etica della verità.
postato da: klochov alle ore 22:10 | link | commenti (8)
categorie: politica, libri, religione
martedì, 23 settembre 2008

effetti concreti

Cara amica che sei arrivata qui cercando "cosa posso fare si me hanno costretta a firmare la letera de licenziamento en estato di gravidanza",

sei straniera immagino, e le cose non devono essere molto semplici per te.

Sembra che ti colleghi da Firenze, ma chissà. Se dovessi ripassare da questo blog, l'unico consiglio concreto che posso darti è di cercare aiuto alla sede di un sindacato: per la Toscana puoi trovare alcuni indirizzi cliccando qui.

Immagino anche che non sarai iscritta a nessuna associazione sindacale, ma non ti preoccupare: prova a chiedere lo stesso e troverai qualcuno che ti spiegherà cosa puoi fare e magari ti aiuterà a farlo. Non aver paura perché non hai assolutamente niente da perdere o da temere.

Ricordati che il fatto di aspettare un bambino aumenta i tuoi diritti, non li diminuisce.

Se ti hanno fatto firmare la lettera solo adesso
, le tue dimissioni per essere valide devono essere prima controllate da un ufficio pubblico, dove potrai far valere le tue ragioni.
Se ti avevano fatto firmare la lettera di dimissioni al momento dell'assunzione, dovrai dimostrare che era in bianco e che sei stata costretta ad aggiungere dopo la data, ma non è troppo difficile.

Ricorda comunque che, a seconda del contratto che avevi, anche se non riuscissi a recuperare quel lavoro, il datore di lavoro ti dovrà dare un po' di soldini, che fanno sempre comodo.

In bocca al lupo per tutto.

---

A tutti gli altri che stanno leggendo, se avessero scordato la questione della riforma del modulo di dimissioni volontarie di Sacconi, consiglio di tornare a leggere un mio vecchio post.
postato da: klochov alle ore 18:24 | link | commenti (5)
categorie: politica, lavoro
domenica, 21 settembre 2008

compagnia affari italiani

A me non risultava che i dipendenti di Alitalia fossero pazzi, masochsti o, come dice il TG1, bizzarri.

Certo però, a vedere un gruppo di lavoratori che festeggia per il mancato salvataggio della propria azienda, c'è da chiedersi se non abbiano ragione i loro detrattori. Magari Alitalia sta fallendo perché piloti e personale di terra non hanno bisogno di lavorare e vogliono starsene in cassa integrazione, o perché sono dei maniaci che tramano da anni per il fallimento della propria compagnia.

O magari, quell'operazione definita "salvataggio", proprio un grande affare non era.

Lasciatemi passar sopra alle modifiche alla legge Marzano, alle dispute tra sigle sindacali, alle tattiche elettorali di Berlusconi, ai problemi dell'economia italiana e al triste naufragio dell'opzione Air France. E lasciatemi concentrare sulla CAI, compagnia aerea italiana.

Dopo che in primavera era stata scacciata lontano Air France, che si sarebbe comprata tutto il pacchetto, nel bene e nel male, con crediti e soprattutto debiti, il governo Berlusconi ha pensato bene di dividere la compagnia di bandiera in due: una parte "buona" e una parte "cattiva".

Lo stato ovviamente si terrebbe Alitalia-Mister Hyde, i cui debiti li pagheremmo noi con le tasse. E Berlusconi fa finta di aver problemi a trovare qualcuno che si prenda quasi aggratis la parte buona, Alitalia- Dottor Jekyll.

Così spunta la CAI, la cordata italiana - che nulla ha a che fare con il ben più simpatico CAI, Club Alpino Italiano - che salverà la compagnia di bandiera, o almeno la sua parte buona.

La CAI è composta, tra gli altri da: Colaninno, Benetton, Ligresti, il fondo Equinox di Salvatore Mancuso e il fondo Clessidra di Claudio Sposito; Marcegaglia, Caltagirone, Tronchetti Provera e Intesa San Paolo. Lo vedete, tutta gente che non vedeva l'ora di iniziare ad occuparsi di salvare una compagnia aerea e i suoi dipendenti, no?

Ah, già, dimenticavo, c'è anche Carlo Toto che - lui sì - si occupa di aerei e avrebbe portato in Alitalia anche la sua AirOne. Con i suoi debiti che però, per esser carini, non gli avremmo fatto pesare.

La CAI si è formata il 26 Agosto del 2008 e i soci sono vincolati a restare nel capitale fino al 2013. Cinque anni. Cos'altro c'è che dura cinque anni in Italia? Vi viene in mente niente?

Ah, sì, una legislatura.

Quindi, scusate se il mio ragionamento è semplicistico: questo gruppetto di imprenditori si compra a prezzo stracciato la parte buona di Alitalia, i debiti li paghiamo noi, loro fanno confluire i loro passivi nel bilancio attivo, ci giocano per cinque anni e appena il capo finisce il mandato, sono liberi di uscirsene e lasciare tutti messi parecchio peggio di prima.

Wow, che salvataggio ci siamo persi!
postato da: klochov alle ore 23:28 | link | commenti (12)
categorie: politica, informazione
mercoledì, 17 settembre 2008

i risvolti dell'immunità

Amico: "E tu ti faresti toccare dal Presidente?"

Ragazza: "Bleah... non mi ci far pensare: se solo ci provasse, uno così, lo denuncerei immediatamente per molestie"

Amico: "Che denunci per molestie? Ti ricordo che è immune"

Ragazza: "..."
postato da: klochov alle ore 18:04 | link | commenti (8)
categorie: politica, giustizia
martedì, 16 settembre 2008

forza fioretto bis

"Vorrei che questo fioretto la potesse aiutare ad affrontare le sfide che l’attendono e che hanno bisogno - la campionessa non si crogiola nell’immodestia - di persone come me e come lei che si allenano con sacrificio". La Vezzali mostra un certo rimpianto per il duello mancato e sibila una battuta da brivido: "Da lei io mi farei veramente toccare". Dopo di che, si autocertifica come "mamma di famiglia" e con le tre medaglie al collo e il fioretto si va a sedere. Da Il Giornale
Non direte che non ve l'avevo detto...
postato da: klochov alle ore 17:41 | link | commenti (10)
categorie: politica, costume
giovedì, 11 settembre 2008

la discesa alla corte costituzionale

Oggi su Repubblica D'Avanzo ci descrive lo scenario di un accordo bipartisan sulla giustizia per depotenziare i pubblici ministeri, togliendo loro l'immediata disponibilità della polizia giudiziaria.

Non so da dove vengano le informazioni relative a questo ipotetico disegno di legge, fatto di piccoli ma efficaci tagli ad alcuni articoli del codice di procedura penale, ma immagino che per ora si tratti solo di una fanta-riforma, e non mi sembra verosimile che possa procedere in questi termini.

I personaggi del racconto di D'Avanzo sono Niccolò Ghedini e Luciano Violante. Sul primo niente da dire: semplicemente sappiamo che è lui il vero ministro della giustizia.

Sul secondo, invece, avrei da dire tutto quello che mi suggerisce la delusione. L'immagine che avevo di Violante era quella del magistrato che lavorava a Torino, del suo impegno contro il terrorismo e la mafia. Forse mi ha influenzato qualche suo libro, o magari l'illusione di condividere un'impostazione di pensiero.

Negli ultimi anni Violante si è sfilato dalla prima linea della politica e ha cercato ruoli istituzionali, ma in questo percorso invece di innalzare il suo profilo non ha perso occasione per scendere sempre più in basso.

Solo negli ultimi mesi - anche se la mia delusione ha radici più lontane e profonde - l'ho sentito possibilista sul lodo Alfano, sul giro di vite alle intercettazioni e sulla riforma del csm condotte dagli avvocati di Berlusconi. L'ho sentito prendere le distanze dalle manifestazioni della Sapienza e di Piazza Navona. Ho letto il suo discorso entusiasta in occasione della consegna dei volumi su Almirante.

Una volta incontrai un giudice costituzionale. Ebbi l'impressione di avere davanti un uomo di altri tempi, con i capelli bianchi e lo sguardo di chi da quel ruolo non si aspetta altro che rispetto.

Non credo che proverei la stessa sensazione, oggi, di fronte a Violante, eventualmente eletto alla Corte Costituzionale con i voti del PDL.
postato da: klochov alle ore 00:28 | link | commenti (9)
categorie: politica, giustizia
domenica, 07 settembre 2008

trovare la strada

Ci sono uomini grandi e uomini piccoli. C'è chi conduce la sua vita onestamente e chi lo fa con ipocrisia. Ci sono persone che interpretano il proprio ruolo pensando agli altri, e persone che pensano solo a se stesse. C'è chi capisce che "amare il prossimo suo" non significa giudicare e predicare, ma impegnarsi a 'camminare, almeno per un miglio, nei mocassini dell'altro'.

È triste rendersi conto che in genere sono i primi a comandare e dettare l'agenda, mentre i secondi, nonostante i sacrifici, i gesti d'amore e l'affetto delle persone che li circondano, trovano mille ostacoli sulla loro strada...

Venite gente vuota, facciamola finita, voi preti che vendete a tutti un' altra vita;
 se c'è, come voi dite, un Dio nell' infinito, guardatevi nel cuore, l' avete già tradito
e voi materialisti, col vostro chiodo fisso, che Dio è morto e l' uomo è solo in questo abisso,
le verità cercate per terra, da maiali, tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali;
tornate a casa nani, levatevi davanti, per la mia rabbia enorme mi servono giganti.
Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco...
Io tocco i miei nemici col naso e con la spada,
ma in questa vita oggi non trovo più la strada...

F.Guccini, Cyrano.
postato da: klochov alle ore 13:10 | link | commenti (5)
categorie: religione, io
venerdì, 05 settembre 2008

un pitbull fra gli orsi

Sarah Palin mi irrita. Molto.

Immagino che sia normale: chi è a favore della guerra, della pena di morte e della vendita libera delle armi, chi è creazionista, omofobo e antiabortista; chi si oppone all'educazione sessuale nelle scuole e alla tutela dell'ambiente. Chi è così, ha tutte le caratteristiche per guadagnarsi la mia sincera antipatia e una buona dose di disprezzo.

In più Sarah Palin è una donna. E che importa? - potreste obiettare - non è assolutamente indifferente il sesso di un candidato rispetto alle sue opinioni? Sì, secondo me lo è, o meglio, dovrebbe esserlo.

Ma per Sarah Palin non sembra essere così indifferente. La signora ha il coraggio di prendere sua figlia incinta di 17 anni e usarla nella campagna contro l'educazione sessuale delle minorenni. Prende suo figlio affetto da sindrome di down e lo sbandiera su un palco, a dar man forte alla campagna contro l'aborto. Cita il figlio soldato e lo usa nella campagna a favore della guerra. Prende la sua famiglia e la usa nella campagna contro i diritti degli omosessuali.

Non so, questa cosa mi fa un po' orrore. Mi fa pensare, chissà perché, che un uomo non sarebbe arrivato a questi livelli, non avrebbe battuto con tanta insistenza su quei tasti. Certo, alla Palin va riconosciuta una granitica coerenza nello stile di vita, tuttavia per me un pitbull con il rossetto non è solo aggressivo: è grottesco.
postato da: klochov alle ore 00:45 | link | commenti (8)
categorie:
martedì, 02 settembre 2008

godot (current mood)

BeckettS_AspettandoGodot



Ma l'abitudine di tutta una vita
ha fatto sì che ancora una volta
per un momento io mi sia girato
a veder se per caso Godot era arrivato.

Claudio Lolli, Aspettando Godot










postato da: klochov alle ore 18:20 | link | commenti (4)
categorie: libri, io