"Non possiamo più - ci disse - ritirarci.
Abbiamo Mosca alle spalle"
(Franco Fortini, Composita Solvantur)
Nel novembre del 1941, nella Russia dei Soviet, un commissario del popolo di nome K. decise, con un gruppetto di 28 soldati, di resistere alle porte di Mosca per rallentare l'avanzata nazista con la propria morte.
Come alle Termopili, e forse come in altri angoli della storia.
Mosca oggi può essere il luogo metaforico dei principi e della civiltà oltre il quale non si può arretrare.