Oggi Silvio Berlusconi incassa una delle varie sentenze di assoluzione che si è accuratamente procacciato con i mezzi più disparati.
Non voglio scendere nel merito dei capi d'imputazione, degli escamotage per allungare i tempi dei processi e delle dichiarazioni di Berlusconi e dei suoi avvocati: voglio solo soffermarmi sulla legge che ha modificato il codice civile in modo che il falso in bilancio sia divenuto così difficile da perseguire.
Il parlamento a maggioranza di centro-sinistra aveva preparato una legge-delega per la riforma del diritto societario, in particolare per la disciplina degli illeciti penali e amministrativi: il governo non era riuscito però ad esercitare la delega e si era insediato il governo di centro-destra.
Con il parlamento a nuova maggioranza, la legge delega fu modificata e il decreto promulgato: le novità principali rispetto al precedente disegno di legge riguardavano la riduzione delle pene e conseguentemente l'abbreviazione dei tempi di prescrizione.
Inoltre fu introdotta una condizione di procedibilità: per le società non quotate è necessario che i danneggiati (soci o amministratori della società) presentino querela di falso in bilancio... fondamentalmente contro loro stessi.
La nuova legge, infine, trasforma il falso in bilancio da reato di pericolo a reato di danno: può sembrare una considerazione di pura dottrina, ma non lo è affatto.
Oltre alle conseguenze pratiche sull'intensità della pena comminabile, c'è un salto di mentalità che porta a ritenere che certi comportamenti fraudolenti da parte degli amministratori non siano gravi di per sé, a prescindere dal risultato, ma solo se si riesce a dimostrare l'esistenza di un danno rilevante.
L'esperienza dei crack Parmalat e Cirio, e il riflesso che hanno avuto sulla credibilità del sistema finanziario italiano, dovrebbero indurre a ritenere la corretta amministrazione delle società come una questione d'interesse pubblico, tutelata da norme efficaci e severe.
Quello che mi spaventa di Berlusconi non sono le sue - più o meno presunte - malefatte, è il fatto che sia disposto a travolgere l'assetto normativo e giudiziario del paese per il suo personalissimo tornaconto.