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giovedì, 08 maggio 2008

non fare di tutti gli skin un fascio

A lungo, sentendo parlare di skinheads, ho pensato solo a gruppi di teste rasate con svastiche disegnate ovunque, ideologie nazi-fasciste, razzismo e violenza.

sharpPoi conobbi un ragazzo con la testa rasata, il bomber, gli scarponi, le bretelle e le magliette Fred Perry: era gentile, intelligente, sorrideva spesso, anche se in modo un po' malinconico, studente modello, lavoratore preciso e volenteroso.
Si lamentava della politica dicendo quasi tutto quello che pensavo io, era contro la guerra e votava a sinistra con il naso tappato.

Aveva qua e là simboli strani, come quello della sharp, un elmo troiano di cui non conoscevo il significato, e che mi sembrava molto aggressivo. Poi però aveva amici di colore e si mostrava tollerante verso tutto e tutti.

Questo, potete capire, non tornava affatto con la mia idea di skinhead: più osservavo il suo aspetto e meno capivo il suo comportamento!

Poi scoprii che mi mancava un pezzo della storia degli skinheads, ed era proprio quello più importante, che spiegava anche l'abbigliamento e la dolcezza dei modi dietro l'aspetto rude di quel ragazzo.

thisisengland_uk Il movimento skinhead è nato in Inghilterra alla fine degli anni '60 nell'ambiente sottoproletario giovanile. Originariamente non era caratterizzato politicamente, ma aveva connotati essenzialmente sociali: l'appartenenza alla classe operaia, un certo modo di vestire che rivendicava l'appartenenza al mondo del lavoro, la musica come strumento di espressione e aggregazione, valori di fratellanza e antirazzismo...

Solo successivamente il movimento skin ha preso connotazioni specifiche e si è politicizzato, producendo varie correnti, fino ai cosiddetti naziskin (White power skinheads) che niente hanno a che vedere con il movimento operaio antirazzista delle origini.

I naziskin, pur essendo una frangia in palese contraddizione con il movimento originario, monopolizzano l'attenzione dei media con azioni violente e xenofobe di chiara matrice neo-nazista: tra i tanti misfatti, insomma, si sono appropriati anche di un nome che non appartiene loro.

Purtroppo, la maggiore e nefasta visibilità dei gruppi di estrema destra attira pregiudizi anche su persone che tutto sono fuorché razziste o nazi-fasciste, che guardano ancora all'ideale di una società di uguali, e che vedono
come fumo negli occhi quegli estremisti che loro chiamano con disprezzo boneheads.

Questo solo per dire quanto parziale sia la nostra informazione e per invitarvi a dare un occhiata a quelle pagine che ho linkato o a questo mini-documentario girato nel 1995, all'indomani dell'uccisione di un tifoso genoano da parte di un giovanissimo tifoso milanista.

Onestamente io continuo a capire poco anche delle varie correnti di sinistra, degli influssi musicali, delle diversità tra paese e paese, del loro rapporto con la violenza e con la politica. Continuo a prendere con le molle certi simboli, a sentirli distanti dal mio modo di fare politica e di manifestare le opinioni.

Però, visto che l'argomento è di nuovo alla ribalta - dato che cinque delinquenti nazifascisti hanno ammazzato un ragazzo - mi sembrava utile un piccolo contributo per non fare di tutta l'erba un... fascio.

Ma soprattutto perché se incontrate uno skinhead che legge il Manifesto e si dispera per il risultato delle ultime elezioni parlando con un punk e un senegalese non pensiate, come avevo fatto io, di essere finiti nel mondo capovolto!
postato da: klochov alle ore 17:18 | link | commenti (13)
categorie: politica, informazione

Commenti
#1   08 Maggio 2008 - 17:53
 
sono pienamente d'accordo, e comunque preferisco gli skins ai finto-freakettoni
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#2   08 Maggio 2008 - 18:07
 
hai fatto bene a ricordarlo.
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#3   08 Maggio 2008 - 19:39
 
Esatto. Sapevo di questa cosa e mi sono piaciute le pagine che hai linkato.
p.s.: ti ho linkato con piacere tra i blog amici. Ciao.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Crocco1830

#4   08 Maggio 2008 - 19:53
 
qualche anno fa vidi il tatuaggio di un mio amico nettamente di sinistra. Ad altri chiesi cosa rappresentava e mi dissero che era il simboo dei redskin, cioè skin di sinistra. Inizialmente fui anch'io un po' smarrito, credevo mi prendessero in giro :-)
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#5   08 Maggio 2008 - 20:04
 
Fu un mio amico punk del liceo che mi mostrò che l'equazione skinheads=naziskins era una stortura nata dai mezzi di comunicazione.
e da allora ricordo il bell'acronimo SHARP
Skinheads Against Racial Prejudice.
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#6   08 Maggio 2008 - 22:20
 
A quanto pare ero l'unico a non sapere questa cosa?? Incredibile, l'informazione non smette mai di stupirmi (in peggio). Grazie Klochov, fa rabbia che queste cose le debba dire un blogger e non gente che è pagata per farlo...
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#7   08 Maggio 2008 - 22:30
 
Grazie klo, anche a me hai aperto un mondo.
utente anonimo

#8   09 Maggio 2008 - 12:22
 
Giusto.
Mai fidarsi dell'apparenza, mai generalizzare: la differenza la fa sempre la persona.
Daniele
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#9   09 Maggio 2008 - 21:20
 
personalmente preferisco i ragazzi con i riccioli rasta.. :-) ma sicuramente una testa rasata non vuol dire naziskin! a volte è seguire la moda, a volta serve solo a combattere un'incipiente calvizie :-))
ciao!
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#10   10 Maggio 2008 - 15:27
 
doktorgeiger, sicuramente l'espressione di una posizione "sincera" e rispettosa degli altri è sempre preferibile a qualcosa di "falso" :)

filomeno, grazie! (e grazie delle segnalazioni!!! ;) )

crocco, grazie e a presto!

buttha, anche io, stessa impressione... il concetto di "redskin" mi sembrava inconcepibile... prima di scoprire che è il concetto di "naziskin" ad essere fuori luogo!

Hai ragione stefano, SHARP ha un bel significato "against racial prejudice"... ce ne fossero!

scazonte, grazie a te!

Glo, ho solo condiviso un'informazione che non trova spazio sulle pagine dei giornali, cosa che tu fai sempre nel tuo bel blog sull'Africa. Grazie a te :)

Daniele, e qui la differenza la fa anche il gruppo di appartenenza: aperto e tollerante da un lato, violento e xenofobo dall'altro.

gio', gli skinhead della sharp o della rash non si radono per moda o incipiente calvizie... Il loro è un modo di manifestare l'appartenenza a un gruppo e ad una subcultura ben precisa, nel primo caso tendenzialmente apolitica e fortemente antirazzista, nel secondo caso con maggiori connotazioni anarchiche o di sinistra. Insomma, è facile che siano più di sinistra di tanti fricchettoni rasta ;)
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#11   12 Maggio 2008 - 22:13
 
Il primo SHARP lo conobbi alla "tre giorni", la visita militare. Sarà stato il 1989, alla fine degli odiosi anni 80, me lo ricordo così come l'hai descritto. Manifesto compreso.
Poi, per un breve periodo qualcuno potevi trovarlo a gestire un piccolo baretto al Leonkavallo.
Mi han sempre affascinato, anche se ero più "filocapellone".
Purtroppo se ne vedono sempre meno.
Un saluto e un complimento per il blog.
Ciao
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#12   23 Maggio 2008 - 16:22
 
niente contro i skin... ma se a me piace vestire a righe e ho i capelli lunghi perchè questi "compagni skin" mi continuanoa definire zecca, drogato frikkettone??????? non sono tanto tolleranti come dici.... pooi il sottoproletario tutto vestito a puntino londsale (o come cazzo si scrive) non è che mi sembra molto classe operaia.......
saluti non troppo convinti
utente anonimo

#13   23 Maggio 2008 - 17:02
 
vedraivedrai, grazie.

anonimo, sai ognuno ha la sua esperienza personale: ti assicuro che io non assomiglio affatto a uno skin, ma quelli che ho conosciuto sono stati sempre gentili con me. Per il resto, mi sembrava abbastanza chiaro che il mio era un invito a non generalizzare, cosa che evidentemente vale anche per i red-skin.
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