Quando penso a quello che sta succedendo in questi giorni nelle nostre città, al risentimento sociale che sfocia in violenza verso i più deboli, provo anche un po' di paura: questi fatti (roghi, deportazioni, blitz con manganelli, proposte di leggi razziali...) non sono così diversi da quelli che diedero l'avvio a quello che i Rom chiamano porajmos: la loro poco nota shoah.
Poi riprendo fiato e penso che siamo in Europa, che dipendiamo ormai troppo da questa comunità per ignorarne i principi fondanti oltre un certo limite.
In attesa di nuovi meritati provvedimenti contro l'Italia, mi accontento di riproporvi una risoluzione dello scorso 15 novembre.
Franco Frattini, attualmente ministro degli esteri, era commissario europeo responsabile per Giustizia, libertà e sicurezza (vi ricorderete senza dubbio che lo avevamo dovuto sostituire a Buttiglione, rispedito a casa per mancanza di decenza) e aveva fatto questa dichiarazione: «Quello che si deve fare è semplice: si va in un campo nomadi a Roma, ad esempio sulla Cristoforo Colombo, e a chi sta lì si chiede "tu di che vivi?". Se quello risponde "non lo so", lo si prende e lo si rimanda in Romania. Così funziona la direttiva europea. Semplice e senza scampo»
Ma - purtroppo per Frattini - non è così semplice e senza scampo.
Il Parlamento Europeo, indignato per le parole del commissario, si affrettò a spiegare che la direttiva 38 del 2004 (quella invocata da Frattini per fare pulizia) circoscrive le possibilità di espulsione di un cittadino dell'Unione entro limiti ben definiti, ribadendo che "qualsiasi legislazione nazionale deve rispettare rigorosamente tali limiti e garanzie" (punti 4 e 5 della risoluzione).
Il Parlamento conferma un principio di diritto basilare, dichiarando inaccettabile la responsabilità collettiva: ovvero riafferma che la responsabilità di un reato è sempre personale e non può essere in alcun modo attribuita ad un'intera comunità.
Ritiene fondamentale "la lotta contro qualsiasi forma di razzismo e xenofobia e qualsiasi forma di discriminazione e stigmatizzazione basate sulla nazionalità e sull'origine etnica".
In conclusione dedica un pensiero al commissario italiano: «Ritiene che le recenti dichiarazioni rilasciate alla stampa italiana da Franco Frattini, Vicepresidente della Commissione, in occasione dei gravi episodi verificatisi a Roma, siano contrarie allo spirito e alla lettera della direttiva 2004/38/CE, direttiva che gli si chiede di rispettare pienamente»
È importante ricordare questi episodi, anche per dare la misura di quanto le parole del nostro governo siano spesso campate in aria, invochino provvedimenti che - di fatto - non potranno adottare, e di come la loro unica funzione sia quella di gettare benzina sul fuoco. Ormai in senso non figurato.