"Comincio col dire, da cattolica, che condivido le parole del Papa quando afferma che la 194 è una ferita, che oggettivamente ha fatto perdere all'Italia milioni di vite provocando un danno spirituale e demografico del Paese." dal blog del Ministro per le pari opportunità.
Onorevole,
cominciamo col dire che la sua confessione di appartenenza non ci interessa, dal momento che il suo ruolo è quello di Ministro di un paese che da tempo non riconosce più una religione di stato.
La informiamo che il monitoraggio sull'attuazione della Legge 194/1978 viene regolarmente svolto dal Ministero della salute, che non dovrebbe avvalersi della consulenza di papi, rabbini, sciamani, ayatollah, lama, brahmani o altro.
Pertanto la invitiamo a prendere visione della relazione presentata lo scorso 21 Aprile dal Ministro della salute uscente.
Nel caso la lettura del lungo documento dovesse tediarla oltre misura, ne riportiamo una brevissima analisi a suo vantaggio.
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Prima dell'introduzione della legge 194/78 i dati degli aborti clandestini non erano monitorabili.
L'andamento del ricorso all'interruzione di gravidanza dagli anni '80 ad oggi, invece, è quello che in termini assoluti può vedere rappresentato nella tabella qui sotto.
Prendendo l'anno 1982 come punta massima degli aborti praticati legalmente, si può notare fino ad oggi una curva costantemente discendente del valore totale.
Rispetto al 1982 l'interruzione di gravidanza nel 2007 ha registrato una diminuzione assoluta del 45.9%
Prendendo in considerazione solo il dato di cittadinanza italiana, la diminuzione è calcolata intorno al 60%.
L'alta incidenza sul dato delle donne straniere nel nostro paese ha evidenti profili sociologici per cui si rimanda all'analisi dei flussi migratori, della condizione economica, occupazionale e d'istruzione delle immigrate. Aggiungiamo che la propaganda xenofoba portata avanti dal suo governo avrà indubbiamente un ruolo importante nel far salire ulteriormente la curva relativa alle donne straniere.
Mi piace aggiungere qui la conclusione che il ministro allega alla relazione:
"La spiegazione più plausibile [della costante diminuzione del ricorso a IVG] è il maggiore e più efficace ricorso a metodi per la procreazione consapevole, alternativi all'aborto, secondo gli auspici della legge."
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Questi dati dicono cose abbastanza chiare: è con l'istruzione, il miglioramento delle condizioni delle famiglie, l'informazione, l'aiuto alle donne sole, la vigilanza sul rispetto delle norme per la maternità sul lavoro, l'integrazione degli immigrati, l'educazione sessuale dei bambini e dei ragazzi che si combatte l'aborto.
Non con la disinformazione e le falsità di quelle sue affermazioni. Non con la sessuofobia e la demonizzazione dei contraccettivi portate avanti dagli esponenti della confessione di riferimento del suo schieramento politico.
Saluti.
klochov