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mercoledì, 28 maggio 2008

quando la mafia arrivò a firenze

Quando la mafia arrivò a Firenze era una primavera calda e colorata.

Però le immagini di Via dei Georgofili me le ricordo in bianco e nero, quasi fossero quelle dell'alluvione del '66. Mi ricordo le foto sui quotidiani del giorno dopo, più che le immagini televisive: forse per un'impressione del tutto privata e personale.

Mi ricordo che stavo leggendo il giornale con i gomiti appoggiati sul davanzale di una finestra illuminata dal sole, la testa china in avanti.

Lessi a lungo, e quando arrivai ad un articolo che parlava delle vittime - tra loro due bambine piccolissime - il sole mi aveva scaldato la testa e la luce riflessa mi stava abbagliando. Alzai gli occhi per guardare fuori dalla finestra aperta e non c'erano più il cielo e gli alberi del giardino, solo un lampo azzurro che per un attimo mi tolse la vista e mi stampò nella memoria le immagini delle macerie di Via dei Georgofili.

Quello è il mio ricordo della mafia che afferma: sono ovunque, non crediate che io sia potente solo in Sicilia, non crediate che l'antistato non raggiunga già tutte le regioni dello stato.

Un lampo improvviso e doloroso agli occhi, che illumina la consapevolezza di una strategia criminale del terrore che dette i suoi frutti; una luce sinistra e innaturale che trasforma in una fredda foto in bianco e nero i colori vivi della terra italiana, che continua a ignorare le sue tragedie finché non la colpiscono al cuore.
postato da: klochov alle ore 11:51 | link | commenti (6)
categorie: politica, giustizia

Commenti
#1   28 Maggio 2008 - 12:53
 
Ho appena cancellato un commento che ritenevo offensivo. E' la prima volta che lo faccio, ma se c'è qualcuno che non riesce a capire il limite imposto dal rispetto per le vittime di una strage, sono cazzi suoi.

Il disclaimer qui accanto è chiaro.
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#2   28 Maggio 2008 - 14:13
 
Io mi ricordo molto bene la quasi contemporanea bomba al Padiglione d'Arte Moderna di via Palestro a Milano. Su cui fra l'altro c'è un libro bellissimo e sorprendente, "Fiamme in Paradiso" di Smari Abdel Malek.
Un caro saluto,
Carolina
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#3   28 Maggio 2008 - 20:35
 
tempi sanguinosi.. che seguivano gli attentati a Palermo del 1992
eppure penso che in un certo senso un attentato o un omicidio di mafia sia realizzato per "mostrare" che la mafia esiste..
non so se mi preoccupa di più il silenzio..
un saluto
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#4   29 Maggio 2008 - 11:11
 
un attentato mafioso atipico quello di Firenze, ma crudele non meno delle stragi in "casa propria"
Ora mafia e camorra si intrecciano perfettamente con lo stato e nelle file della società cosiddetta civile. Attentati non ce ne sono più, ed è cambiato anche il modo di reagire degli italiani nei confronti della malavita organizzata. Per esempio il fatto che Mangano sia stato definito un eroe non ha influenzato il giudizio della maggioranza degli italiani su Berlusconi e sui suoi amici.
Paradossalmente le stragi risvegliavano le coscienze, avevano una qualche utilità sociale.
La melassa magmatica di questi ultimi anni ha cancellato pure lo sdegno e questo è davvero terribile.
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#5   29 Maggio 2008 - 12:41
 
Ma lasciali, certi commenti: ci divertiamo un pò, almeno...
Così ci sentiamo davvero un pò più intelligenti.
Me n'ero scordato, temo.
Troppe brutte cose da ricordare...
Daniele
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#6   01 Giugno 2008 - 17:33
 
carolina, grazie, lo cercherò in libreria!

gio', certo, è un atto che ne ribadisce la forza e l'esistenza in un momento in cui lo stato stava facendo la voce grossa. Era anche un periodo in cui al vertice c'era una strategia particolarmente aggressiva, però anche ora non c'è certo motivo di stare rilassati...

mariado, è vero: le stragi scuotono le coscienze, specialmente quando a morire sono gli altri, in questo caso "i giudici". Quando arrivano alla gente comune, però, le stragi producono terrore e addormentano le coscienze...

daniele, in fondo hai ragione: però finché si tratta dei soliti coglioni che scrivono "comunista di merda", lascio correre, tanto la loro pochezza si commenta da sola. Invece quando si tratta di offendere la memoria di gente che è morta, be'... mi scappa la mano ;)

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