
Il Papa, insomma, non veste Prada, ma Cristo.
Da "L'Osservatore Romano" del 26 giugno 2008.
Inizialmente la Casa di moda Cristo aveva uno stile essenziale: tessuti grezzi, nessun accessorio, fogge semplici. Lo stile "Cristo" era caratterizzato dai bassi costi di produzione degli abiti, pensati inoltre per essere utilizzati molto a lungo e in ogni stagione.
I vestitini Cristo per bambini venivano tradizionalmente passati tra fratelli e cugini fino alla loro completa consumazione.
In seguito al grande successo riscosso dai suoi modelli, la Casa di moda Cristo ha visto uno scontro interno tra i figli del fondatore: si è così scissa in due gruppi diventati indipendenti.
Gli stilisti principali che avevano fatto grande il marchio Cristo si sono uniti sotto il nuovo nome "Povertà", che ha continuato a riscuotere il grande successo della casa madre, e ancora oggi è indossata moltissimo in tutto il mondo.
Il nome "Cristo", invece, è stato mantenuto in seguito ad una battaglia legale da alcuni rappresentanti del vecchio fondatore che hanno affidato la sartoria a nuovi stilisti. Questi prediligono l'utilizzo di stoffe molto ricche, damaschi, sete e pellicce di ermellino, in netto contrasto con le origini. E' stato introdotto anche l'uso di accessori in oro e pietre preziose, oltre a fogge complesse e maestose.
La Cristo oggi produce indubbiamente meno modelli rispetto alla nuova casa Povertà, ma trova largo consenso presso i salotti buoni di Roma e Città del Vaticano.