Leggo oggi questo articolo di Liana Milella su Repubblica: fa riferimento ad una minuscola norma infilata in un decreto legge che consentirebbe a Corrado Carnevale, già reintegrato come magistrato, di concorrere per la carica di Primo Presidente della Corte di Cassazione.
Chi era Carnevale? Era il giudice cosiddetto ammazzasentenze, che ha smontato interi processi di mafia per mere irregolarità. Carnevale era il principe dei cavili, del pelo nell'uovo. Salvo poi scarcerare 43 boss tra cui Michele Greco, Giuseppe Madonia e Pippo Calò per decorrenza dei termini di custodia cautelare, sbagliando il calcolo a loro vantaggio. Cose che capitano...
Dopo mesi e mesi di monitoraggio dell'andamento delle sentenze di Cassazione, Falcone aveva notato una strana ricorrenza nell'assegnazione delle cause, e soprattutto l'influsso costante del giudice Carnevale. Appena in tempo riuscirono a sottrarre a questa logica l'assegnazione del maxi-processo.
Carnevale fu processato e condannato in primo e secondo grado per concorso esterno in associazione mafiosa. Dodici pentiti ritenuti affidabili rilasciarono dichiarazioni concordi sulla sua "disponibilità" e decine di magistrati di Cassazione testimoniarono raccontando le pressioni ricevute per pilotare le sentenze.
Nel 2002 il processo a Carnevale arrivò in Cassazione e il giudice ammazzasentenze venne assolto con formula piena. Il fatto non può essere provato, quindi non sussiste.
Com'è possibile? E' possibile non credere ai pentiti, ma come si fa a non credere a una schiera di magistrati che spiega come mai certe sentenze in presenza di Carnevale prendessero sempre una certa piega?
E' semplice: ciò che viene detto in camera di consiglio è segreto: questo serve a tutelare i singoli magistrati che ne fanno parte e l'istituzione stessa. Tuttavia è altrettanto ovvio - o almeno così era stato ritenuto fino al 2002 - che non a tutto si estende il segreto: ad esempio se il presidente della sezione si mettesse a contrattare l'acquisto di una partita di droga con un magistrato di fronte agli altri, la cosa non potrebbe certo finire lì per via del segreto...
Tuttavia la Cassazione nel caso di Carnevale decise che i magistrati non potevano testimoniare su niente di ciò che era stato detto in camera di consiglio e rese inutilizzabili tutte le dichiarazioni che evidenziavano il comportamento di Carnevale. Così, senza altre prove se non le dichiarazioni dei pentiti, Carnevale fu assolto.
Se non bastassero le vicende processuali, ricordo che Carnevale era quel campione di buon gusto e lealtà che dopo la morte di Falcone e Borsellino, li definì incapaci; disse che Falcone era un cretino, che i morti lui li rispettava, ma certi morti no. Di Francesca Morvillo, moglie di Falcone, anche lei magistrato a Palermo, disse che era stata uccisa da alcuni mafiosi per far torto ad altri i cui processi lei stava aggiustando. Definì Falcone avvicinabile, disse che si prestava a manovre politiche. Tutto ciò senza provare la minima vergogna.
Questo piccolo promemoria per non scordare di chi stiamo parlando.