klochov

diario politico

Chi sono

Utente: klochov
Nome: klochov
"Non possiamo più - ci disse - ritirarci. Abbiamo Mosca alle spalle" (Franco Fortini, Composita Solvantur)
Firefox 3

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

mercoledì, 22 luglio 2009

italians do it better

Quando Bill Clinton rischiò l'impeachment per l'affare Lewinsky, pensai "madonnasanta, questi americani: non hanno niente di meglio da fare che preoccuparsi delle scappatelle del presidente"?

Io, che sono di larghe vedute per le scappatelle che non mi riguardano, pensavo che se la questione non interessava a Hillary, non dovesse interessare nessun altro.

Poi, riflettendoci un po' meglio, pensai che tutto sommato questi americani sono coerenti: il problema non era la scappatella in sé, ma il fatto che il Presidente avesse mentito nel corso di un discorso alla nazione e in un'aula di tribunale, ostacolando la giustizia per proprio tornaconto.

I media americani dettero ampio risalto alla questione e Clinton sfiorò l'impeachment, scongiurandolo solo con un'umiliante confessione che un po' tutti nel mondo hanno avuto occasione di vedere.

Siccome anche io sono persona coerente, vi confesso che in fondo in fondo penso che il puttanaio che Berlusconi ha organizzato nelle sue ville potrebbe essere una sua questione privata (ove non si sconfina nel reato, ovviamente): tanto a me faceva schifo prima e continua a far schifo adesso. Niente di quello che è emerso mi stupisce particolarmente.

Non mi affanno nemmeno a far notare quanto siano ormai evidenti le menzogne e le palesi contraddizioni con cui il premier infarcisce ogni discorso, spergiuri sui figli e pietose arrampicate sugli specchi: ci ha mentito su ben altro che sui suoi menage sessuali.

Il problema che vorrei evidenziare per l'ennesima volta non è tanto il fatto conclamato di avere un presidente del consiglio che spende il suo tempo tra festini e notti di sesso con escort, quanto il pietoso asservimento della quasi totalità dei media.

Fatti salvi i giornali del gruppo L'Espresso che ha fatto lo scoop, gli altri giornali, dal Corriere alla Stampa, e le televisioni tutte, relegano la notizia in secondo piano o la ignorano.

Visto che ormai in Italia siamo abituati al peggio, vi saluto lasciandovi questo esercizio mentale: pensate che un qualsiasi giornale o televisione americani, in possesso di registrazioni delle voci di Bill Clinton e Monica Lewinsky che parlano di sesso, avrebbero messo la notizia dopo le fotogallery di Totti al mare, come fa la Stampa, o dopo un articolo sui premi della lotteria italia come fa il Corrierone nazionale?

postato da: klochov alle ore 00:16 | link | commenti (9)
categorie: politica, costume, informazione
martedì, 30 giugno 2009

sciacalli/2




  La giusta accoglienza al più puntuale.
postato da: klochov alle ore 19:50 | link | commenti (8)
categorie: politica, costume, informazione
domenica, 31 maggio 2009

l'Uomo del Popolo

Poi mi dicono che sono un cammorrista, Boss, Bugiardo, Leader di Sinistra, Falso, Diffamatore, insomma una schifezza di uomo.
Gino Flaminio, l'ex-fidanzato coinvolto nell'affaire Noemi, è un ragazzo "normale": fa l'operaio, non è di sinistra, ha avuto qualche problema con la giustizia, non ha studiato troppo, e vive a Casoria.

Nel chiedere scusa per aver detto la verità in un'intervista, e nel ribadire la propria cieca fiducia in Berlusconi, detto anche l'Uomo del Popolo, lamenta di essere stato attaccato in modo piuttosto basso e meschino.

Infatti il povero ragazzo è stato minacciato di querela dal padre della ragazza; ha visto spuntare fuori quella vecchia storia della rapina per bocca di Belpietro, direttore del settimanale Panorama del gruppo di Berlusconi; per non parlare di Bondi e degli scagnozzi di Forza Italia agitati contro i giornali e contro di lui. Diciamo che non è proprio "la sinistra" che gli sta dando del filo da torcere.

Ma niente, Berlusconi resta l'Uomo del Popolo, anche se è evidentemente pronto a distruggere con mastini sguinzagliati ovunque tra televisioni e giornali l'immagine di tutti quelli che possono intralciare il suo cammino, anche dei più deboli, come un ragazzo di Casoria. O addirittura l'immagine della madre dei propri figli, come quando Libero ha definito Veronica Lario una velina ingrata, pubblicando foto di quando recitava a teatro a seno scoperto.

Nel frattempo, il concetto di leader della sinistra, viene associato a quello di camorrista, diffamatore, bugiardo e falso, insomma "una schifezza d'uomo"; e la sinistra riesce a prendersi la colpa anche della campagna diffamatoria contro Gino Flaminio.

Che Berlusconi abbia mentito, e menta, sui suoi affari privati e sui nostri affari pubblici è ormai assodato: il dramma è che sia ritenuto normale, e comunque non di nostro interesse.

Falsi in bilancio, evasione fiscale, corruzione in atti giudiziari, rapporti torbidi con la mafia, e infine la moglie che lo lascia parlando di "rapporti con minorenni", nulla possono sull'opinione pubblica completamente rintronata da tette, culi e miracoli.

Io speravo che l'Italia, ultima in Europa, sempre più in crisi, piena di aziende che chiudono o che chiuderanno entro fine anno, operai licenziati, giovani che non trovano lavoro, gente sempre più indebitata, si risvegliasse e con un sussulto di dignità urlasse che non è interessata alle vergini del premier, ma al PIL che precipita come in nessun altro paese OCSE.

Vorrei sentire la gente che si scandalizza del fatto che l'entourage del primo ministro sia più impegnato a gestire affari di ragazzine in topless in una villa in Sardegna, che la crisi economica.

E invece no, lo so, vinceranno anche le elezioni europee, perché se le cose vanno male, peggio qui che nel resto d'Europa, non è colpa di Berlusconi: lui è l'Uomo del Popolo e niente potrà convincere del contrario i "ragazzi normali" della provincia italiana.
postato da: klochov alle ore 17:44 | link | commenti (9)
categorie: politica, costume, informazione
domenica, 15 marzo 2009

parabole e tè

zen

Questa foto è tratta da una galleria di Armando Rotoletti pubblicata sul Corriere e ritrae uno scorcio del quartiere Zen di Palermo. Quartiere popolare per eccellenza, sinonimo di povertà urbana ed esclusione sociale, anche il quartiere Zen pare fittamente popolato da antenne paraboliche.

Inutile che mi lanci qui in ragionamenti poco originali sulle priorità di consumo delle persone: mi limito ad unire a questa fotografia un'altra immagine che per discrezione ho lasciato non colta dalla strada.

Un tempo i mendicanti rovesciavano sulla strada il cappello; talvolta ho visto sottovasi, o piatti e bicchieri di plastica. Recentemente, come un'epidemia, ho notato il diffondersi di brick vuoti di estathè.

Non posso fare a meno di chiedermi, ogni volta, se il bicchierino sia stato recuperato già vuoto, magari abbandonato da qualche ragazzo, o se l'abbia acquistato e consumato proprio il mendicante. Quel tè freddo in brick è mediamente poco salutare ed estremamente costoso anche rispetto ad una bella pasta accompagnata da un caffè macchiato; così talvolta mi faccio turbare dall'idea che i pochi spiccioli dell'elemosina possano essere investiti così male, in un modo che mi pare ancor più insensato e artificiale che se finissero in una bottiglia di vino o nelle sigarette.

Questione di gusti, mi si potrebbe obiettare. Ma di fronte alle foreste di antenne paraboliche e alle confessioni di dipendenza da estathé che ho raccolto qua e là, direi che è un problema più serio.
postato da: klochov alle ore 23:25 | link | commenti (8)
categorie: politica, costume
domenica, 11 gennaio 2009

il testamento



Il testamento

Quando la morte mi chiamerà
forse qualcuno protesterà
dopo aver letto nel testamento
quel che gli lascio in eredità
non maleditemi non serve a niente
tanto all'inferno ci sarò già

Ai protettori delle battone
lascio un impiego da ragioniere
perché provetti nel loro mestiere
rendano edotta la popolazione
ad ogni fine di settimana
sopra la rendita di una puttana
ad ogni fine di settimana
sopra la rendita di una puttana

Voglio lasciare a Bianca Maria
che se ne frega della decenza
un attestato di benemerenza
che al matrimonio le spiani la via
con tanti auguri per chi c'è caduto
di conservarsi felice e cornuto
con tanti auguri per chi c'è caduto
di conservarsi felice e cornuto

Sorella morte lasciami il tempo
di terminare il mio testamento
lasciami il tempo di salutare
di riverire di ringraziare
tutti gli artefici del girotondo
intorno al letto di un moribondo

Signor becchino mi ascolti un poco
il suo lavoro a tutti non piace
non lo consideran tanto un bel gioco
coprir di terra chi riposa in pace
ed è per questo che io mi onoro
nel consegnarle la vanga d'oro
ed è per questo che io mi onoro
nel consegnarle la vanga d'oro

Per quella candida vecchia contessa
che non si muove più dal mio letto
per estirparmi l'insana promessa
di riservarle i miei numeri al lotto
non vedo l'ora di andar fra i dannati
per rivelarglieli tutti sbagliati
non vedo l'ora di andar fra i dannati
per rivelarglieli tutti sbagliati

Quando la morte mi chiederà
di restituirle la libertà
forse una lacrima forse una sola
sulla mia tomba si spenderà
forse un sorriso forse uno solo
dal mio ricordo germoglierà

Se dalla carne mia già corrosa
dove il mio cuore ha battuto un tempo
dovesse nascere un giorno una rosa
la do alla donna che mi offrì il suo pianto
per ogni palpito del suo cuore
le rendo un petalo rosso d'amore
per ogni palpito del suo cuore
le rendo un petalo rosso d'amore

A te che fosti la più contesa
la cortigiana che non si dà a tutti
ed ora all'angolo di quella chiesa
offri le immagini ai belli ed ai brutti
lascio le note di questa canzone
canto il dolore della tua illusione
a te che sei per tirare avanti
costretta a vendere Cristo e i santi

Quando la morte mi chiamerà
nessuno al mondo si accorgerà
che un uomo è morto senza parlare
senza sapere la verità
che un uomo è morto senza pregare
fuggendo il peso della pietà

Cari fratelli dell'altra sponda
cantammo in coro giù sulla terra
amammo tutti l'identica donna
partimmo in mille per la stessa guerra
questo ricordo non vi consoli
quando si muore si muore si muore soli
questo ricordo non vi consoli
quando si muore si muore soli.

F.De André

postato da: klochov alle ore 13:03 | link | commenti (2)
categorie: costume, io
domenica, 26 ottobre 2008

al passo coi tempi

160x600unita
Forse sono io che non so stare al passo con i tempi.


Forse con tutte le vicende passate dall'Unità è ridicolo pensare ancora ad Antonio Gramsci che la fondò.


Forse il linguaggio adatto per promuovere un giornale, è proprio quello con cui Berlusconi ha promosso se stesso con successo.


Forse non riesco a leggere tra le righe una rivalsa femminista di Concita De Gregorio.


Forse non riesco a capire la necessità di spendere una fortuna per pagare Oliviero Toscani.


Forse mi dispiace ancora di più al pensiero che quei soldi farebbero tanto comodo al Manifesto...


Forse è cambiato il target e io non rientro più in quel target.



Forse...


Ma un culo è pur sempre un culo.

postato da: klochov alle ore 11:23 | link | commenti (21)
categorie: politica, costume, informazione
martedì, 16 settembre 2008

forza fioretto bis

"Vorrei che questo fioretto la potesse aiutare ad affrontare le sfide che l’attendono e che hanno bisogno - la campionessa non si crogiola nell’immodestia - di persone come me e come lei che si allenano con sacrificio". La Vezzali mostra un certo rimpianto per il duello mancato e sibila una battuta da brivido: "Da lei io mi farei veramente toccare". Dopo di che, si autocertifica come "mamma di famiglia" e con le tre medaglie al collo e il fioretto si va a sedere. Da Il Giornale
Non direte che non ve l'avevo detto...
postato da: klochov alle ore 17:41 | link | commenti (10)
categorie: politica, costume
martedì, 19 agosto 2008

forza fioretto

Con i tanti problemi che ci sono in giro, voglio concedermi due parole su una polemica inutile.

La premessa è che a me piacciono gli sport impropriamente detti 'minori' e soffro sempre del fatto che la più sciapa partita di calcio di serie C abbia più visibilità del Golden Gala o dei mondiali di atletica. Per questo guardo le Olimpiadi pensando di potermi godere un po' di sport privo delle solite interminabili discussioni.

Detto ciò, le dichiarazioni della Vezzali mi hanno irritato un po'. Passi la lamentela per la business class concessa ai calciatori grazie ai soldi della figc, passi l'insistenza di dubbio gusto sul suo "diritto" a fare da portabandiera, ma non mi passa quella della detassazione dei premi. La motivazione sarebbe "io di tasse ne pago tante, non chiedo privilegi. Ma ai Giochi contribuiamo a fare grande l' Italia".

Ah, no? Non chiede privilegi? Non pagare le tasse su un guadagno cos'è? Ordinaria amministrazione?
 
E tutta la gente che quotidianamente si sbatte a lavoro, in fabbrica, in ufficio, per la strada? E la donna delle pulizie che lustra la pedana dove si allena la Vezzali? Questi non contribuiscono a far grande l'Italia? E i poliziotti che fanno davvero i poliziotti e non gli atleti delle fiamme oro a tempo pieno? Ah, no, scusate: chi fa lavori normali manda avanti la baracca, e non fa grande niente.

Tanta gente che lavora una vita non vedrà mai tutti in una volta i soldi che ha preso la fiorettista in questo viaggio a Pechino, mentre il reddito medio di un Italiano è di 16.249 Euro (milionari dichiaranti compresi) su cui vengono esatte regolarmente le tasse (evasori esclusi).

Già, gli evasori. Ma forse alcuni atleti sarebbero d'accordo con il Berlusconi del 2004, per il quale "evadere le tasse se troppo elevate è morale". Non so perché, ma dopo queste riflessioni, la Vezzali me la vedo già candidata per Forza Italia.
postato da: klochov alle ore 19:43 | link | commenti (10)
categorie: politica, costume
martedì, 01 luglio 2008

storia di una casa di moda

Cristo spogliato dei suoi vestiti,  Bernhard Strigel

Il Papa, insomma, non veste Prada, ma Cristo.
Da "L'Osservatore Romano" del 26 giugno 2008.

Inizialmente la Casa di moda Cristo aveva uno stile essenziale: tessuti grezzi, nessun accessorio, fogge semplici. Lo stile "Cristo" era caratterizzato dai bassi costi di produzione degli abiti, pensati inoltre per essere utilizzati molto a lungo e in ogni stagione.
I vestitini Cristo per bambini venivano tradizionalmente passati tra fratelli e cugini fino alla loro completa consumazione.
 
In seguito al grande successo riscosso dai suoi modelli, la Casa di moda Cristo ha visto uno scontro interno tra i figli del fondatore: si è così scissa in due gruppi diventati indipendenti.

Gli stilisti principali che avevano fatto grande il marchio Cristo si sono uniti sotto il nuovo nome "Povertà", che ha continuato a riscuotere il grande successo della casa madre, e ancora oggi è indossata moltissimo in tutto il mondo.

Il nome "Cristo", invece, è stato mantenuto in seguito ad una battaglia legale da alcuni rappresentanti del vecchio fondatore che hanno affidato la sartoria a nuovi stilisti. Questi prediligono l'utilizzo di stoffe molto ricche, damaschi, sete e pellicce di ermellino, in netto contrasto con le origini. E' stato introdotto anche l'uso di accessori in oro e pietre preziose, oltre a fogge complesse e maestose.

La Cristo oggi produce indubbiamente meno modelli rispetto alla nuova casa Povertà, ma trova largo consenso presso i salotti buoni di Roma e Città del Vaticano.
postato da: klochov alle ore 23:27 | link | commenti (7)
categorie: religione, costume
giovedì, 26 giugno 2008

emma e maria laura

Mi sfugge quale sia stata la reazione dei giornali cartacei alla notizia di Emma Bonino innamorata. Di certo almeno sui giornali on line, le smentite sono state abbastanza sintetiche.

Salvo un piccolo gioiellino di giornalismo di Maria Laura Rodotà sul Corriere della Sera dal meraviglioso titolo "Cara Emma, così non va: con l'amore non si scherza".

La Rodotà lamenta il tradimento della Bonino ai danni delle sue stesse sostenitrici. Proterva, la definisce. Ci dice che"finisce per inimicarsi il gruppo sociale che da sempre l'ha apprezzata e sostenuta, le femmine insomma (anche le più forti rimangono male se illuse, specie da altre femmine)".

Ma menomale che c'è la Rodotà ad avere stima del pubblico femminile e delle donne radicali.

Inoltre osserva che la Bonino "Ha bistrattato la cronista, il rotocalco, il pubblico", e che è stata ingenua a non capire che "Diva e Donna, come argomenti e pubblico, è testata assai diversa dall'Economist".

Ma forse alla Rodotà è sfuggito che oltre a lamentarsi del fatto che Diva e Donna è partita da un articolo sulla Fao per chiederle dei suoi fidanzati, la Bonino si preoccupa principalmente del fatto che "su questo i quotidiani scrivono, importanti firme imbastiscono ragionamenti sociologici, fanno grandi ricerche d'archivio, mi telefonano."

Voglio pensare che sia in buona fede, la Rodotà, a non essersi accorta che la critica principale della Bonino non va ai rotocalchi, ma proprio a quei giornali come il Corriere, che si atteggiano a grande testata. Ma magari è ingenua pure lei.

Forse non legge la versione on line del giornale per cui scrive, altrimenti noterebbe il quotidiano pullulare pornografico di veline, calciatori, politici al mare, concorsi di bellezza, calendari e gossip vipparolo che invade sempre di più la prima pagina.

La famosa colonna di destra, ovvero quella delle puttanate (passatemi il termine, ma è il più adatto), sul Corriere ha ormai assunto quasi la stessa larghezza delle notizie normali. Anzi, se sommato alla colonna "pubblicità e giochi", la supera alla grande.

Infine la Rodotà aggiunge che la Bonino con le sue dichiarazioni "stavolta ha fatto sentire stupide proprio quelle che tifavano per lei". Vorrei sentire un coro di donne radicali che le rispondono "Cara Maria Laura, parla per te".
postato da: klochov alle ore 13:13 | link | commenti (7)
categorie: politica, costume, informazione