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martedì, 02 dicembre 2008

Nauru e Città del Vaticano

Nauru è uno stato del Sud Pacifico che conta 13.770 abitanti, lo 0.0001% della popolazione mondiale.

È un paradiso fiscale e la sua forma di governo è repubblicana.

La maggior parte dei suoi abitanti è di fede cristiana, e la Costituzione prevede la libertà di religione. Tuttavia alcuni osservatori internazionali sostengono che di fatto si possano incontrare numerose restrizioni all'esercizio della libertà religiosa.

Ipotizziamo che il Commonwealth - di cui Nauru fa parte insieme a Australia, Canada, Gran Bretagna, India, eccetera - stia lavorando su una proposta da sottoporre alle Nazioni Unite per la tutela della libertà religiosa nel mondo.

Pensate davvero che Nauru avrebbe voce in capitolo?

~~~

Città del Vaticano è un microstato che conta circa 800 abitanti, lo 0.00002% della popolazione mondiale.

E' un paradiso fiscale e la sua forma di governo è la monarchia assoluta.

La totalità dei suoi abitanti è di fede cristiana cattolica, e la sua Legge fondamentale non elenca diritti civili e della persona che debbano essere garantiti dallo stato.

La Chiesa Cattolica, i cui vertici coincidono con il governo di Città del Vaticano in quanto stato ecclesiale, dichiara di non poter impiegare al proprio interno le persone "che praticano l'omosessualità, presentano tendenze omosessuali profondamente radicate o sostengono la cosiddetta cultura gay".

Ipotizziamo che l'Unione Europea, di cui Città del Vaticano non fa parte, stia elaborando su iniziativa francese una proposta da sottoporre alle Nazioni Unite per la depenalizzazione dei reati di omosessualità, sodomia ecc. in tutto il mondo.

Pensate davvero che Città del Vaticano dovrebbe avere voce in capitolo?

~~~

Nell'occasione mi piace ricordare che né il Vaticano né Nauru hanno firmato la Convenzione contro la discriminazione delle donne.
postato da: klochov alle ore 23:24 | link | commenti (15)
categorie: politica, religione, europa, diritti umani
martedì, 05 agosto 2008

primavera di praga ed estate italiana

praga
Qualche anno fa andai in viaggio a Praga per la prima volta. La cortina di ferro era caduta già da un pezzo, e la città esercitava il suo fascino malinconico, ma assolutamente rivolto all'occidente. Praga era piena di turisti, e a buon diritto stava trattando per l'adesione all'Unione Europea.

Piazza Venceslao
, così carica di storia e di significati per me, era come mi aspettavo: lunghissima e trafficata. Era piena di fiori e io la osservavo dall'alto della scalinata del Museo Nazionale, pensando ad un'altra primavera. In un angolo della piazza, ignorati da tutti i passanti e notati solo con la coda dell'occhio dai turisti, stavano un carro armato e alcuni militari: sembravano stazionare lì in modo stabile, immagino a guardia della piazza e dell'ordine pubblico.

La Repubblica Ceca era, a quel punto, un paese libero, democratico e pacifico, ma quel carro armato mi fece pensare a quanto fosse lenta la conquista completa della libertà di un popolo: mi faceva quasi paura, pensavo alle parole di Guccini che cantava "son come falchi quei carri appostati"...

In Italia nelle piazze non c'erano carri armati né militari da molti anni, salvo casi eccezionalissimi, come di fronte al tribunale di Palermo negli anni 90.

L'Italia
a questo punto, era un paese libero, democratico e pacifico, ma vedere l'esercito con il mitra spianato di fronte a chiese, sinagoghe, stazioni televisive, ambasciate e monumenti mi fa paura. Mi fa pensare a quanto in alcuni casi è stata veloce la perdita completa della libertà di un popolo.
postato da: klochov alle ore 18:39 | link | commenti (8)
categorie: politica, europa, io
lunedì, 19 maggio 2008

Europa e noi

Moreau,_Europa_and_the_Bull...tremulae sinuantur flamine vestes.
(Ovidio, le metamorfosi, II 785)



Quando penso a quello che sta succedendo in questi giorni nelle nostre città, al risentimento sociale che sfocia in violenza verso i più deboli, provo anche un po' di paura: questi fatti  (roghi, deportazioni, blitz con manganelli, proposte di leggi razziali...) non sono così diversi da quelli che diedero l'avvio a quello che i Rom chiamano porajmos: la loro poco nota shoah.

Poi riprendo fiato e penso che siamo in Europa, che dipendiamo ormai troppo da questa comunità per ignorarne i principi fondanti oltre un certo limite.

In attesa di nuovi meritati provvedimenti contro l'Italia, mi accontento di riproporvi una risoluzione dello scorso 15 novembre.

Franco Frattini, attualmente ministro degli esteri, era commissario europeo responsabile per Giustizia, libertà e sicurezza (vi ricorderete senza dubbio che lo avevamo dovuto sostituire a Buttiglione, rispedito a casa per mancanza di decenza) e aveva fatto questa dichiarazione:
«Quello che si deve fare è semplice: si va in un campo nomadi a Roma, ad esempio sulla Cristoforo Colombo, e a chi sta lì si chiede "tu di che vivi?". Se quello risponde "non lo so", lo si prende e lo si rimanda in Romania. Così funziona la direttiva europea. Semplice e senza scampo»
Ma - purtroppo per Frattini - non è così semplice e senza scampo.

Il Parlamento Europeo, indignato per le parole del commissario, si affrettò a spiegare che la direttiva 38 del 2004 (quella invocata da Frattini per fare pulizia) circoscrive le possibilità di espulsione di un cittadino dell'Unione entro limiti ben definiti, ribadendo che "qualsiasi legislazione nazionale deve rispettare rigorosamente tali limiti e garanzie" (punti 4 e 5 della risoluzione).

Il Parlamento conferma un principio di diritto basilare, dichiarando inaccettabile la responsabilità collettiva: ovvero riafferma che la responsabilità di un reato è sempre personale e non può essere in alcun modo attribuita ad un'intera comunità.

Ritiene fondamentale "la lotta contro qualsiasi forma di razzismo e xenofobia e qualsiasi forma di discriminazione e stigmatizzazione basate sulla nazionalità e sull'origine etnica".

In conclusione dedica un pensiero al commissario italiano:
«Ritiene che le recenti dichiarazioni rilasciate alla stampa italiana da Franco Frattini, Vicepresidente della Commissione, in occasione dei gravi episodi verificatisi a Roma, siano contrarie allo spirito e alla lettera della direttiva 2004/38/CE, direttiva che gli si chiede di rispettare pienamente»
È importante ricordare questi episodi, anche per dare la misura di quanto le parole del nostro governo siano spesso campate in aria, invochino provvedimenti che - di fatto - non potranno adottare, e di come la loro unica funzione sia quella di gettare benzina sul fuoco. Ormai in senso non figurato.
postato da: klochov alle ore 23:46 | link | commenti (7)
categorie: politica, europa, diritti umani
domenica, 17 febbraio 2008

grasse risate insieme al resto del mondo

Sapete qual è la cosa che veramente ci è mancata nei due (quasi) anni di governo di centro-sinistra? Quello che ci avrebbe tirato su il morale? Una cosa che, siamo certi, se dovesse vincere le elezioni,  Berlusconi non ci farà mancare: le figure di merda all'estero.

Eh sì. Altro che mediazione tra Israele e Libano. Altro che moratoria sulla pena di morte...
 
Cito a memoria le perle che seppe regalarci il governo di centro-destra:

economist_berlusconi- Quando Berlusconi disse che all'epoca di Mao in Cina i bambini venivano bolliti e usati come fertilizzante.

- Quando Berlusconi disse al parlamentare tedesco Martin Schulz che in Italia si stava girando un film sul nazismo e che lui sarebbe stato perfetto per il ruolo di un kapò.

... e nell'occasione disse ai parlamentari europei che lo contestavano che erano turisti della democrazia.

- Quando la Commissione Europea respinse la nomina di Buttiglione per le sue posizioni omofobe.

... e nell'occasione Mirko Tremaglia, ministro del governo Berlusconi, ebbe a dichiarare che evidentemente al Parlamento Europeo i cultattoni sono in maggioranza.

- Quando il povero Berlusconi fece ironia sul fatto che l'Italia si era aggiudicata la sede dell'Agenzia Alimentare Europea, grazie al fatto che lui aveva rispolverato le sue doti di playboy con la presidente finlandese. D'altronde aveva ragione quando disse che "non c'era alcuna possibilità di confronto tra il culatello di Parma e la renna affumicata". Ma quei seriosi dei finlandesi convocarono l'ambasciatore italiano a Helsinki.

- Quando Borghezio e altri leghisti si fecero cacciare dal Parlamento Europeo per le contestazioni al Presidente della Repubblica Ciampi che parlava della moneta unica.

- Quando il ministro Giovanardi commentò le leggi olandesi sull'eutanasia, definendole naziste.

- Quando Calderoli sfoggiò una maglietta con le famose vignette danesi su Maometto: 11 morti nell'assalto al consolato italiano in Libia.

Potrei aggiungerne altre, ma di fronte a tutto ciò, le corna nella foto ufficiale al vertice dei Ministri degli Esteri Europei, mi sembrano una divertente e goliardica ragazzata.

Quindi, coraggio, ci aspettano grasse risate in compagnia del resto del mondo. Io già pregusto quelle che ci faremmo se davvero presentassero all'onu la proposta di moratoria sull'aborto.
postato da: klochov alle ore 12:20 | link | commenti (10)
categorie: politica, europa, informazione, x - politiche 2008
sabato, 08 dicembre 2007

l'emendamento discriminato

Pink_triangleProviamo a capire qualcosa dell'emendamento sulle discriminazioni che si cerca di inserire nel "pacchetto sicurezza".

L'emendamento, che fa tanto discutere e agitare la senatrice Binetti, il Ministro Mastella e altre componenti del cosiddetto centrosinistra, intende modificare l'art.3 della Legge 654 del 1975.

Questa legge, oltre ad accogliere nel nostro ordinamento la Convenzione internazionale sulla eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale,
prevede:

- la reclusione fino ad un anno e sei mesi o una multa per chi propaganda idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi;
- la reclusione da sei mesi a quattro anni per chi, in qualsiasi modo, istiga a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per gli stessi motivi.

(Da notare che la versione originaria del 1975 non prevedeva tra le tipologie di discriminazione quella fondata su motivi di religione, che fu opportunamente introdotta nel 1993.)

Con la modifica in discussione oggi, questa legge verrebbe ulteriormente integrata con un riferimento all'art.13 del Trattato istitutivo della Comunità Europea, come modificato nel 1997.

Infatti, con il Trattato di Amsterdam, l'Europa evolve il concetto di discriminazione, portandolo a comprendere le differenze di: sesso, razza, origine etnica, religione, convinzioni personali, handicap, età e tendenze sessuali.

La nuova formulazione della legge italiana del 1975, quindi, prevederebbe:

- fino a 3 anni di carcere per chi incita a commettere o commette atti di discriminazione secondo la definizione del Trattato di Amsterdam;
- la reclusione da 6 mesi a 4 anni per chi incita a commettere o commette atti di violenza per motivi discriminatori.

E' di questo che stiamo parlando, quindi: adeguare o meno la legislazione nazionale al concetto di discriminazione che l'Italia ha già dichiarato di condividere con l'adesione al Trattato di Amsterdam.

Questo non significa che possa diventare reato l'opinione di chi si dichiara contrario all'adozione da parte di coppie gay nell'ambito di una discussione seria sui criteri di valutazione dei requisiti per l'ammissione all'istituto dell'adozione. Punire la discriminazione non significa punire il dibatitto sulle differenze.

Significa ammettere un concetto di discriminazione più ampio e condiviso a livello europeo. Significa iniziare ad affermare che è necessario riconoscere ad ogni individuo il diritto di scegliere il proprio orientamento sessuale, al pari della propria religione o opinione politica.

Spesso si dimentica che insieme agli ebrei (discriminazione sulla base della religione e della razza), ai comunisti e dissidenti (opinioni), ai rom (nazionalità) e agli handicappati, le leggi razziali colpivano anche gli omosessuali (tendenze sessuali).

Update:
l'errore contenuto nel testo non è tanto quello di aver sbagliato numero dell'articolo, ma indicazione del trattato. Se uno di quelli che ne dovrebbe sapere più dei blogger passa da qui, tenga conto che è sufficiente cambiare - come avevo fatto io - "Trattato di Amsterdam" con "Trattato istitutivo della Comunità Europea".
Inoltre, l'obiezione sulla differenza della vincolatività dei Trattati e delle direttive (immagino che per delibere questo intendano) è vuota di senso.

postato da: klochov alle ore 17:39 | link | commenti (12)
categorie: politica, religione, giustizia, europa, diritti umani, informazione
mercoledì, 05 dicembre 2007

gioventù putiniana

Non ho avuto la netta percezione della deriva totalitaria della Russia per gli omicidi di giornalisti e altri personaggi scomodi; né per la gestione della questione cecena; né per le posizioni in politica estera o la repressione delle manifestazioni dell'opposizione.

Ciò che mi ha fatto maggiore impressione è stata la nascita del movimento nashi su iniziativa di un politico dell'entourage di Vladimir Putin.

Nashi_logoI nashi sono i giovani filo-governativi.

Adolescenti che appendono in camera la foto del nuovo zar, indossano magliette con le sue frasi e celebrano matrimoni di massa per il bene della patria.

Sono antiamericani, profondamente nazionalisti, si sottopongono a test di dottrina politica che comprendono nel programma il disprezzo per lo scacchista Kasparov e altre assurdità.

Nei campi estivi i giovani nashii vengono addestrati militarmente per essere in grado di contrastare, in futuro, eventuali manifestazioni di dissenso come la pacifica rivoluzione arancione dell'Ucraina.

Molti paragonano il movimento nashi alla gioventù hitleriana.

A parte le considerazioni sul contenuto ideologico e politico della dottrina nashi, la cosa peggiore è il metodo: il lavaggio del cervello degli adolescenti, lo sfruttamento del loro spontaneo bisogno di appartenenza. Questo sì, mi sembra un programma definibile a buon diritto "totalitario".

Inoltre i giovani filogovernativi, a me, sono sempre sembrati una contraddizione in termini.

(servizio video del ny times: prima e seconda parte)
postato da: klochov alle ore 19:47 | link | commenti (7)
categorie: politica, europa, oriente
mercoledì, 28 novembre 2007

pirati e zar

gazeta
In Russia la questione della pirateria informatica è piuttosto seria: è molto diffusa e il governo ha adottato una strategia repressiva durissima.

Ma sono molte le questioni serie in Russia, e sono molti i fenomeni contro i quali il governo ricorre al pugno di ferro. Tra questi il dissenso politico e la libera informazione...

L'11 Novembre la sede locale di Samara della Novaya Gazeta, giornale per cui ha lavorato anche Anna Politkovskaja, ha dovuto chiudere i battenti: la polizia ha sequestrato tutti i computer, anche quelli contenenti documenti personali e gli archivi del giornale.
L'accusa è di aver utilizzato software protetto da copyright senza regolare licenza.

Non è la prima volta che succede, e la protezione del software proprietario è stata la chiave per aprire cassetti virtuali e chiudere associazioni e giornali che fanno opposizione al nuovo Zar.

I poteri forti si danno sempre una mano.
postato da: klochov alle ore 19:19 | link | commenti (1)
categorie: politica, europa, oriente, informazione
sabato, 20 ottobre 2007

Dropsie Avenue, Italia

C'è un bel fumetto, che si intitola Dropsie Avenue: è scritto e disegnato da un artista eccezionale, Will Eisner.

dropsieParla della vita di un quartiere americano, dal 1870 ad oggi; passando per l'industrializzazione, la grande depressione, il proibizionismo, la seconda guerra mondiale, la mafia, il Vietnam, la droga...

Mentre scorre la storia, tra i primi olandesi puri del quartiere, arrivano molti immigrati: prima sono inglesi, poi irlandesi, tedeschi, italiani e spagnoli, ebrei, sudamericani, neri e via dicendo.

In genere gli immigrati sono poveri, di aspetto e religioni diversi, alcuni violenti, altri vittime: tutti, comunque, guardati con sospetto.

Ogni volta il quartiere diventa più difficile da vivere, muore e rinasce, si creano conflitti e tensioni, alleanze e solidarietà: quando, faticosamente, un gruppo riesce ad integrarsi, ne arriva uno nuovo.

Nella prefazione all'edizione italiana, Will Eisner dice che non si aspettava di trovare, nella vecchia Europa, lo stesso fenomeno tipicamente americano di nascita e morte di un quartiere: ha scoperto che la storia di Dropsie Avenue è ancora più universale di quanto credesse.

Anche da noi, ciclicamente, arrivano immigrati: ogni gruppo che arriva si sostituisce al precedente nelle nostre preoccupazioni e nei quartieri popolari. C'è il momento dei marocchini, poi quello dei polacchi, senegalesi, albanesi, rumeni.

Anche qui è una storia che si ripete: forse vorremmo che fosse diversa, meno difficile, ma è così.
Esserne consapevoli, credere nell'integrazione e confidare in una storia progressiva, secondo me, è atto di saggezza.
postato da: klochov alle ore 00:22 | link | commenti (3)
categorie: america, politica, libri, europa
sabato, 08 settembre 2007

non è un viaggio politico

Appena arrivato in Austria, Papa Ratzinger ha parlato, tra le altre cose, di:

- aborto
- eutanasia
- Unione Europea
- cortina di ferro
- relativismo

I soliti argomenti da pellegrinaggio, insomma.
postato da: klochov alle ore 10:36 | link | commenti (8)
categorie: politica, religione, europa
giovedì, 31 maggio 2007

gli animali intelligenti

Sembra che anche le api sappiano aiutarci a trovare le mine antiuomo per bonificare i terreni su cui noi stessi le abbiamo piazzate. I cani, i criceti, i delfini e anche i fiori ci stanno già dando una mano (o meglio una zampa, una pinna, una foglia...)

Invece noi non siamo nemmeno in grado di smettere di produrle, venderle e utilizzarle.

Ad Ottawa è stato firmato da tempo un trattato in cui gli stati aderenti si impegnano ad impedire ogni produzione, uso, stoccaggio ed esportazione di mine antipersona.

Alcuni stati, però, ritengono che questo tipo di produzione non sia meritevole di messa al bando, e che sia utile - evidentemente - per fare profitti o forse per esportare la democrazia.

I "grandi assenti" dal trattato sono: Stati Uniti, Cina, Russia, Turchia, India, Finlandia (Unico Stato dell'Unione Europea).
I principali produttori, com'era lecito aspettarsi: Cina, Russia e Stati Uniti.

Poi viene da chiedersi chi siano le bestie.


Ottawa_Treaty_membersStati aderenti al Trattato di Ottawa in azzurro

postato da: klochov alle ore 18:30 | link | commenti (2)
categorie: america, europa, africa, diritti umani, oriente