Un sabato mattina di due anni fa, alla Umbria Olii morirono 4 operai in un'esplosione.
Le quattro vittime erano il titolare e i dipendenti di una piccola impresa che stava eseguendo, in appalto, la costruzione di alcune parti di una struttura.
Stavano lavorando intorno ad un silos che era pieno di gas esplosivi: accesero una macchina saldatrice che non dovevano utilizzare e saltò in aria tutto, compresi loro. Il bilancio fu pesantissimo: 4 morti, 1 ferito, danni enormi all'azienda e alle strutture vicine.
Oggi leggo che la Umbria Olii ha presentato una richiesta di risarcimento ai familiari delle vittime e al quinto operaio superstite, stimando i danni in Euro 35.316.456,66. La colpa sarebbe degli operai e della loro imperizia causata da "stanchezza e fretta, visto che era sabato".
Alla fine dell'articolo che ho linkato potete leggere il commento di uno degli avvocati dei familiari delle vittime alla linea assunta dalla difesa della Umbria Olii: parla di "azione irrituale e comunque infondata",
considerazioni da condividere in pieno per quanto mi riguarda, con esito della lite auspicabilmente prevedibile.
Leggendo l'atto di citazione vedo che gli avvocati della Umbria Olii, tra l'altro, chiedono alle mogli e ai figli delle vittime anche 2 milioni di Euro per "i danni creati all'immagine dell'azienda".
Chissà se il padrone della Umbria Olii si è chiesto quanti danni d'immagine avrebbe creato questo semplicissimo atto di citazione rimbalzato sulle pagine di tutti i giornali, e che tornerà a fare notizia al momento della sentenza...
Per l'esplosione è abbastanza ovvio che si tratta di un tragico incidente di cui la magistratura dovrà accuratamente individuare le responsabilità.
Ma sulla richiesta di 35.316.456,66 Euro a vedove e orfani, anche se realisticamente l'ha concepita l'avvocato, ci sta la firma del titolare dell'impresa e spero che sia consapevole che sarà lui a metterci la faccia, e l'azienda a impegnare il nome. Se questa la ritiene una buona pubblicità...