Ahmadinejad e i pazzi fondamentalisti che tengono oppresso l'Iran con massicce dosi di autoritarismo e oppio dei popoli, sono delinquenti; la premessa si rende necessaria visto che a parlare di medioriente bisogna sempre andarci con i piedi di piombo.
La prima pagina di Repubblica.it di oggi riporta nella colonna di destra (quella delle foto e del gossip) una notizia random: "Bagdad, nella piazza simbolo la nuova statua della libertà".
La nuova opera non era stata accolta con entusiasmo da tutti, per motivi di qualità (costruita con gesso e dipinta di verde per farla sembrare di bronzo) e di opportunità (la dedica "to freedom-loving people everywhere", durante l'infuriare della guerra...)
Dico la mia, con cautela, sulla presenza di Israele alla Fiera del Libro di Torino.
A settembre la Birmania è improvvisamente arrivata sulle prime pagine dei giornali per la protesta pacifica e fortissima dei monaci tibetani.
I nashi sono i giovani filo-governativi.
Dal 1988 al 1998 si alternarono i governi civili di Benhazir Bhutto e Nawaz Sharif. Quest'ultimo, però, iniziò a varare riforme in ottica accentratrice e dirigista, mentre la società civile era sempre più pervasa da clientelismo e corruzione e l'economia si stava progressivamente indebolendo.
Gli Stati Uniti iniziarono a fornire appoggio politico e militare al Pakistan negli anni '80, in cambio di una posizione anti-sovietica nel conflitto afghano: nell'occasione furono accolti nel paese migliaia di profughi di etnia pashtun che, una volta insediati nel paese contribuirono alla deriva islamista di alcune fazioni.