
Ora io non mi dilungherò ad analizzare dal punto di vista sociologico questi comportamenti umani, tanto è auto-evidente la loro spiegazione.
Che le vostre colonne di destra siano piene di donnine, si sa, e ormai lo accettiamo.
La notizia della sentenza sul caso di Eluana Englaro per me, persona non coinvolta nella vicenda umana, è di grandissimo interesse giuridico. Purtroppo in prima pagina non vedo l'opinione di un costituzionalista, ma quella di monsignor Fisichella.
Il Papa, insomma, non veste Prada, ma Cristo.
Da "L'Osservatore Romano" del 26 giugno 2008.
E tuttavia, Habermas insiste sulla presunta persecuzione dei credenti: «Gli oneri della tolleranza non sono ripartiti simmetricamente fra credenti e non credenti, come dimostrano le norme più o meno liberali sull’aborto» (p. 17). Ma è vero il contrario. Ogni legge occidentale sull’aborto, anche ispirata al più abominevole (per un credente) permissivismo non costringe nessuna donna. Mai. La lascia libera di scegliere. È invece Ratzinger che vuole imporre alla donna non credente, o di altra religione, un divieto penalmente sanzionato.Ecco, se lo leggete tutto, penso converrete con me che possa servire da risposta anche a Veltroni.
Ancora più evidente l’asimmetria – di segno opposto a quella lamentata da Habermas – se dall’aborto passiamo all’eutanasia. In questo caso non c’è neppure l’alibi di una seconda «persona» (il feto), i cui diritti andrebbero tutelati. Nel suicidio assistito (questa è l’eutanasia, non certo l’eutanasia nazista, omicidio di non-consenzienti, tirata in ballo dalla Chiesa per indecente contraffazione polemica) c’è solo il diritto di un condannato a morte terminale (e innocente) di abbreviare la tortura (e il diritto a una esecuzione non preceduta da tortura viene riconosciuto, nei paesi dove la pena capitale è ancora in vigore, anche ai peggiori criminali!).
Insomma, e sempre: la presunta «asimmetria» laica lascia liberi i cittadini credenti di utilizzare o meno un diritto. L’imposizione del punto di vista credente attraverso la legge costringe invece il non credente, cui è precluso di fare tutto ciò che il papa ritiene «peccato», pena la galera.
Cosa vuol dire , allora, che «uno Stato non può imporre ai cittadini cui garantisce la libertà religiosa alcun obbligo inconciliabile con la loro vita di credenti» perché questo significherebbe «chiedere loro l’impossibile» (p. 29)? Che non può chiedere loro di praticare obbligatoriamente l’aborto (l’eutanasia, la contraccezione eccetera) o che non può chiedere loro di rinunciare a imporre agli altri (diversamente credenti o atei), con la forza del braccio secolare, il proprio stile di vita, anche quando fossero maggioranza schiacciante?
"Comincio col dire, da cattolica, che condivido le parole del Papa quando afferma che la 194 è una ferita, che oggettivamente ha fatto perdere all'Italia milioni di vite provocando un danno spirituale e demografico del Paese." dal blog del Ministro per le pari opportunità.
"La spiegazione più plausibile [della costante diminuzione del ricorso a IVG] è il maggiore e più efficace ricorso a metodi per la procreazione consapevole, alternativi all'aborto, secondo gli auspici della legge."
Tempo di dichiarazione dei redditi, tempo di 8 per mille. Io come al solito mi muovo in ritardo, ma quest'anno voglio lasciare un'informazione in più.