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martedì, 22 luglio 2008

diritti indisponibili

Raccolgo l'invito di Metilparaben e Mina Welby e vi invito a pensare con gratitudine e stima al coraggio di Paolo Ravasin.

Ci sono conquiste che l'uomo raggiunge con tenacia, forza di volontà, studio, lavoro e fatica. Ma sembra che la conquista dei diritti civili stia passando per la sofferenza di alcune persone e delle loro famiglie: Piergiorgio Welby, Eluana Englaro, Paolo Ravasin...

Intorno a queste persone che affermano il proprio diritto alla libertà e all'autodeterminazione, c'è sempre un accerchiamento di corvi e sciacalli che invocano a tratti Dio, a tratti la legge per cercare di riappropriarsi dell'autorità su ciò che è bene e ciò che è male.

Ci sono diritti indisponibili secondo il nostro ordinamento. La norma ha una ratio sensata e importante: vuole evitare che qualcuno possa cedere la propria vita, la propria libertà o il proprio corpo trovandosi in una posizione di debolezza o necessità.

L'evoluzione della morale sociale e la laicità dello stato dovrebbero spingere un legislatore responsabile a ripensare l'impostazione delle norme a tutela della persona e, mantenendo saldi i diritti fondamentali espressi nella prima parte della Costituzione, offrire finalmente norme adeguate ai progressi medici e scientifici, valorizzando la consapevolezza e la libertà di scelta di ognuno sui trattamenti cui sottoporsi per prolungare la propria vita.

L'indisponibilità del diritto alla vita e alla libertà e degli atti di disposizione del proprio corpo non deve proteggere l'uomo da se stesso, ma dagli altri. In un contesto come quello della malattia terminale la tutela della vita, del corpo e della libertà di una persona diventa terribilmente importante: il malato non ha bisogno di difendersi da se stesso, inerme e sofferente, ma dagli altri e dalle arbitrarie decisioni che lo riguardano.

I diritti indisponibili sono tali perché sono quelli fondamentali, parti integranti della persona, ed è ridicolo che il nostro ordinamento non sia ancora adeguato a tutelarli appieno, attraverso una norma che nel momento di maggior debolezza di un individuo gli restituisca il diritto di sottrarre il proprio corpo, la propria vita e la propria libertà all'arbitrio altrui.

Per il resto voi, corvi e sciacalli che pasturate sul dolore delle persone, tenetevi alla larga e sappiate che lentamente, grazie a persone che parlano della propria sofferenza e non di quella altrui, i diritti civili si affermeranno. Perché è inutile: la storia e la civiltà, vostro malgrado, vanno avanti.
postato da: klochov alle ore 20:00 | link | commenti (4)
categorie: politica, religione, giustizia
giovedì, 10 luglio 2008

sabina, la prossima volta in endecasillabi

dante_dore
O Simon mago, o miseri seguaci
che le cose di Dio, che di bontate
deon essere spose, e voi rapaci

per oro e per argento avolterate,
or convien che per voi suoni la tromba,
però che ne la terza bolgia state.

[...]

Ed el gridò: "Se' tu già costì ritto,
se' tu già costì ritto, Bonifazio?
Di parecchi anni mi mentì lo scritto.

Se' tu sì tosto di quell'aver sazio
per lo qual non temesti tòrre a 'nganno
la bella donna, e poi di farne strazio?".

[...]

Io non so s'i' mi fui qui troppo folle,
ch'i' pur rispuosi lui a questo metro:
"Deh, or mi dì: quanto tesoro volle

Nostro Segnore in prima da san Pietro
ch'ei ponesse le chiavi in sua balìa?
Certo non chiese se non "Viemmi retro".

Né Pier né li altri tolsero a Matia
oro od argento, quando fu sortito
al loco che perdé l'anima ria.

Però ti sta, ché tu se' ben punito;
e guarda ben la mal tolta moneta
ch'esser ti fece contra Carlo ardito.

E se non fosse ch'ancor lo mi vieta
la reverenza de le somme chiavi
che tu tenesti ne la vita lieta,

io userei parole ancor più gravi;
ché la vostra avarizia il mondo attrista,
calcando i buoni e sollevando i pravi.

Di voi pastor s'accorse il Vangelista,
quando colei che siede sopra l'acque
puttaneggiar coi regi a lui fu vista;

quella che con le sette teste nacque,
e da le diece corna ebbe argomento,
fin che virtute al suo marito piacque.

Fatto v'avete dio d'oro e d'argento;
e che altro è da voi a l'idolatre,
se non ch'elli uno, e voi ne orate cento?


Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno, canto XIX, 1300 circa.
postato da: klochov alle ore 11:17 | link | commenti (3)
categorie: politica, religione
mercoledì, 09 luglio 2008

megafono vaticano

Cari Repubblica, Corriere della Sera, e via enumerando grandi testate,

io sono persona che s'informa volentieri e spesso, e che poi su questo blogghino si diletta a seminar personalissime opinioni.

Dall'andamento delle visite quotidiane nel mio piccolo, anzi nel mio minuscolo, mi accorgo che le punte maggiori vengono raggiunte quando si parla di due argomenti specifici, meglio se mescolati: il sesso e la religione.

repOra io non mi dilungherò ad analizzare dal punto di vista sociologico questi comportamenti umani, tanto è auto-evidente la loro spiegazione.

Mi limito a chiedervi un esamino di coscienza: non credete che sia meglio non assecondare questa bieca tendenza dell'italiano medio (ma presumibilmente dell'essere umano medio) e rivedere leggermente i canoni di rilevanza delle notizie?

corrChe le vostre colonne di destra siano piene di donnine, si sa, e ormai lo accettiamo.

Ma per favore, l'opinione del monsignore di turno non è necessaria su ogni argomento. Come non ritenete necessaria l'opinione del rabbino capo, dell'imam di roma o del presidente dell'UAAR, vi prego di fare altrettanto per la Cei e il Vaticano. Siate tranquilli che nel caso dovesse interessarci, faremo un'apposita ricerca sui loro organi di informazione.

stampaLa notizia della sentenza sul caso di Eluana Englaro per me, persona non coinvolta nella vicenda umana, è di grandissimo interesse giuridico. Purtroppo in prima pagina non vedo l'opinione di un costituzionalista, ma quella di monsignor Fisichella.

Allora, visto che a quanto mi risulta la vostra funzione non dovrebbe essere quella di megafono della Santa Sede, cortesemente, potreste darvi una regolata?
postato da: klochov alle ore 23:02 | link | commenti (4)
categorie: religione, informazione
martedì, 01 luglio 2008

storia di una casa di moda

Cristo spogliato dei suoi vestiti,  Bernhard Strigel

Il Papa, insomma, non veste Prada, ma Cristo.
Da "L'Osservatore Romano" del 26 giugno 2008.

Inizialmente la Casa di moda Cristo aveva uno stile essenziale: tessuti grezzi, nessun accessorio, fogge semplici. Lo stile "Cristo" era caratterizzato dai bassi costi di produzione degli abiti, pensati inoltre per essere utilizzati molto a lungo e in ogni stagione.
I vestitini Cristo per bambini venivano tradizionalmente passati tra fratelli e cugini fino alla loro completa consumazione.
 
In seguito al grande successo riscosso dai suoi modelli, la Casa di moda Cristo ha visto uno scontro interno tra i figli del fondatore: si è così scissa in due gruppi diventati indipendenti.

Gli stilisti principali che avevano fatto grande il marchio Cristo si sono uniti sotto il nuovo nome "Povertà", che ha continuato a riscuotere il grande successo della casa madre, e ancora oggi è indossata moltissimo in tutto il mondo.

Il nome "Cristo", invece, è stato mantenuto in seguito ad una battaglia legale da alcuni rappresentanti del vecchio fondatore che hanno affidato la sartoria a nuovi stilisti. Questi prediligono l'utilizzo di stoffe molto ricche, damaschi, sete e pellicce di ermellino, in netto contrasto con le origini. E' stato introdotto anche l'uso di accessori in oro e pietre preziose, oltre a fogge complesse e maestose.

La Cristo oggi produce indubbiamente meno modelli rispetto alla nuova casa Povertà, ma trova largo consenso presso i salotti buoni di Roma e Città del Vaticano.
postato da: klochov alle ore 23:27 | link | commenti (7)
categorie: religione, costume
domenica, 29 giugno 2008

Veltroni e Habermas

Per colpa di astime ho letto questa lettera di Veltroni al direttore della Stampa. Tuttavia in una domenica così uggiosa, non riesco a sforzarmi tanto da elaborare una qualche risposta al segretario del PD: anche perché ormai credo non ne valga più la pena.

Ma tutto questo riempirsi la bocca di citazioni di Habermas, come esempio di ateismo del "ma anche", mi porta alla mente un libro che, con buona volontà, avevo letto all'inizio dell'anno.

Il mio commento di certo non vale molto, quindi in questa occasione propongo volentieri una risposta ben più articolata, di cui riporto un brano ma che vi invito a leggere per intero: Le tentazioni della fede (undici tesi contro Habermas) di Paolo Flores D'Arcais.
E tuttavia, Habermas insiste sulla presunta persecuzione dei credenti: «Gli oneri della tolleranza non sono ripartiti simmetricamente fra credenti e non credenti, come dimostrano le norme più o meno liberali sull’aborto» (p. 17). Ma è vero il contrario. Ogni legge occidentale sull’aborto, anche ispirata al più abominevole (per un credente) permissivismo non costringe nessuna donna. Mai. La lascia libera di scegliere. È invece Ratzinger che vuole imporre alla donna non credente, o di altra religione, un divieto penalmente sanzionato.

Ancora più evidente l’asimmetria – di segno opposto a quella lamentata da Habermas – se dall’aborto passiamo all’eutanasia. In questo caso non c’è neppure l’alibi di una seconda «persona» (il feto), i cui diritti andrebbero tutelati. Nel suicidio assistito (questa è l’eutanasia, non certo l’eutanasia nazista, omicidio di non-consenzienti, tirata in ballo dalla Chiesa per indecente contraffazione polemica) c’è solo il diritto di un condannato a morte terminale (e innocente) di abbreviare la tortura (e il diritto a una esecuzione non preceduta da tortura viene riconosciuto, nei paesi dove la pena capitale è ancora in vigore, anche ai peggiori criminali!).

Insomma, e sempre: la presunta «asimmetria» laica lascia liberi i cittadini credenti di utilizzare o meno un diritto. L’imposizione del punto di vista credente attraverso la legge costringe invece il non credente, cui è precluso di fare tutto ciò che il papa ritiene «peccato», pena la galera.


Cosa vuol dire , allora, che «uno Stato non può imporre ai cittadini cui garantisce la libertà religiosa alcun obbligo inconciliabile con la loro vita di credenti» perché questo significherebbe «chiedere loro l’impossibile» (p. 29)? Che non può chiedere loro di praticare obbligatoriamente l’aborto (l’eutanasia, la contraccezione eccetera) o che non può chiedere loro di rinunciare a imporre agli altri (diversamente credenti o atei), con la forza del braccio secolare, il proprio stile di vita, anche quando fossero maggioranza schiacciante?
Ecco, se lo leggete tutto, penso converrete con me che possa servire da risposta anche a Veltroni.
postato da: klochov alle ore 17:10 | link | commenti (5)
categorie: politica, religione
domenica, 08 giugno 2008

pensavo fosse amore e invece era un calesse

Notizia via aioros.

Immaginate la scena: due ragazzi decidono di sposarsi, fissano la data del matrimonio, è tutto pronto... ma all'improvviso lui ha un terribile incidente stradale che lo costringe, a 26 anni, su una sedia a rotelle.

Ha lesioni gravi, per ora non cammina, forse non potrà fare l'amore per il resto della sua vita. Sperano nella riabilitazione, chissà che il destino fin qui tremendo non si raddolcisca...

Lui dirà a lei:
"No, lasciami, non voglio essere un peso per te, non ci sposiamo più! Non voglio farti soffrire, sei troppo giovane per sacrificarti per me! Trovati un bravo ragazzo in salute che si sappia prendere cura di te".

Lei risponderà a lui: "Ma io ti amo, non posso stare senza di te, nella buona e nella cattiva sorte staremo insieme, finché morte non ci separi! Ho avuto tanta paura di perderti nell'incidente e ora che sei salvo voglio stare per sempre con te"

Fin qui, una storia da far commuovere anche i più cinici.

Poi però chiamano il prete, per confermare il loro progetto di sposarsi nonostante tutto. Sono convinti che piangerà, commosso dalla loro storia d'amore che supera tutte le difficoltà, che vedrà la mano di Dio ad unire quei cuori per l'eternità, che farà un'omelia bellissima il giorno del matrimonio...

Arriva il prete e dice: "Ah, sì che carini. Però, scusa, io ti vedo seduto su questa sedia a rotelle... prima di tutto vorrei sapere: ma ti funziona il pisello?"

La storia è gentilmente offerta dalla Curia di Viterbo: per problemi di nausea dopo la lettura di questo post, rivolgetevi al vescovo Chiarinelli.
postato da: klochov alle ore 15:20 | link | commenti (16)
categorie: religione
giovedì, 05 giugno 2008

mai abbastanza cantata

Libera Nos Domine

Da morte nera e secca, da morte innaturale,
da morte prematura, da morte industriale,
per mano poliziotta, di pazzo generale,
diossina o colorante, da incidente stradale,
dalle palle vaganti d' ogni tipo e ideale,
da tutti questi insieme e da ogni altro male,
libera, libera, libera, libera nos Domine!

Da tutti gli imbecilli d'ogni razza e colore,
dai sacri sanfedisti e da quel loro odore,
dai pazzi giacobini e dal loro bruciore,
da visionari e martiri dell' odio e del terrore,
da chi ti paradisa dicendo "è per amore",
dai manichei che ti urlano "o con noi o traditore!",
libera, libera, libera, libera nos Domine!

Dai poveri di spirito e dagli intolleranti,
da falsi intellettuali, giornalisti ignoranti,

da eroi, navigatori, profeti, vati, santi,
dai sicuri di sé, presuntuosi e arroganti,
dal cinismo di molti, dalle voglie di tanti,
dall'egoismo sdrucciolo che abbiamo tutti quanti,
libera, libera, libera, libera nos Domine!

Da te, dalle tue immagini e dalla tua paura,
dai preti d' ogni credo, da ogni loro impostura,
da inferni e paradisi, da una vita futura,
da utopie per lenire questa morte sicura,
da crociati e crociate, da ogni sacra scrittura,
da fedeli invasati d' ogni tipo e natura,
libera, libera, libera, libera nos Domine,
libera, libera, libera, libera nos Domine...

F.Guccini
postato da: klochov alle ore 11:06 | link | commenti (6)
categorie: politica, religione, io
giovedì, 22 maggio 2008

lettera al ministro sulla L.194/78

"Comincio col dire, da cattolica, che condivido le parole del Papa quando afferma che la 194 è una ferita, che oggettivamente ha fatto perdere all'Italia milioni di vite provocando un danno spirituale e demografico del Paese." dal blog del Ministro per le pari opportunità.

Onorevole,

cominciamo col dire che la sua confessione di appartenenza non ci interessa, dal momento che il suo ruolo è quello di Ministro di un paese che da tempo non riconosce più una religione di stato.

La informiamo che il monitoraggio sull'attuazione della Legge 194/1978 viene regolarmente svolto dal Ministero della salute, che non dovrebbe avvalersi della consulenza di papi, rabbini, sciamani, ayatollah, lama, brahmani o altro.

Pertanto la invitiamo a prendere visione della relazione presentata lo scorso 21 Aprile dal Ministro della salute uscente.

Nel caso la lettura del lungo documento dovesse tediarla oltre misura, ne riportiamo una brevissima analisi a suo vantaggio.

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Prima dell'introduzione della legge 194/78 i dati degli aborti clandestini non erano monitorabili.

L'andamento del ricorso all'interruzione di gravidanza dagli anni '80 ad oggi, invece, è quello che in termini assoluti può vedere rappresentato nella tabella qui sotto.

igv.jpg

Prendendo l'anno 1982 come punta massima degli aborti praticati legalmente, si può notare fino ad oggi
una curva costantemente discendente del valore totale.

Rispetto al 1982 l'interruzione di gravidanza nel 2007 ha registrato una
diminuzione assoluta del 45.9%
Prendendo in considerazione solo il dato di cittadinanza italiana, la diminuzione è calcolata intorno al 60%.

L'alta incidenza sul dato delle
donne straniere nel nostro paese ha evidenti profili sociologici per cui si rimanda all'analisi dei flussi migratori, della condizione economica, occupazionale e d'istruzione delle immigrate. Aggiungiamo che la propaganda xenofoba portata avanti dal suo governo avrà indubbiamente un ruolo importante nel far salire ulteriormente la curva relativa alle donne straniere.

Mi piace aggiungere qui la conclusione che il ministro allega alla relazione:
"La spiegazione più plausibile [della costante diminuzione del ricorso a IVG] è il maggiore e più efficace ricorso a metodi per la procreazione consapevole, alternativi all'aborto, secondo gli auspici della legge."

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Questi dati dicono cose abbastanza chiare: è con l'istruzione, il miglioramento delle condizioni delle famiglie, l'informazione, l'aiuto alle donne sole, la vigilanza sul rispetto delle norme per la maternità sul lavoro, l'integrazione degli immigrati, l'educazione sessuale dei bambini e dei ragazzi che si combatte l'aborto.

Non con la disinformazione e le falsità di quelle sue affermazioni. Non con la sessuofobia e la demonizzazione dei contraccettivi portate avanti dagli esponenti della confessione di riferimento  del suo schieramento politico.

Saluti.

klochov
postato da: klochov alle ore 10:32 | link | commenti (11)
categorie: politica, religione, informazione
mercoledì, 21 maggio 2008

8 per mille: scegliere tutti

8x1000-uaarTempo di dichiarazione dei redditi, tempo di 8 per mille. Io come al solito mi muovo in ritardo, ma quest'anno voglio lasciare un'informazione in più.

Invito tutti a leggere qui alcune informazioni sui meccanismi di ripartizione e ricordo che non scegliere non significa non devolvere l'8 per mille, né significa che resta allo stato. L'8 per mille di chi non effettua alcuna scelta, infatti, viene ripartito attenendosi alle scelte della maggioranza dei contribuenti.

A questo proposito, ci sono alcune categorie di persone che non presentano il 730 per vari motivi: sono lavoratori dipendenti, non hanno diritto ad alcuna detrazione ecc.

Queste persone di solito non presentano nemmeno il modulo per la destinazione dell'8 e del 5 per mille, perdendo l'occasione di scegliere a chi destinare queste risorse.

Invece, scegliere è facile anche per chi non presenta dichiarazioni.

Basta stampare questo modulo  fornito dall'agenzia delle entrate e consegnarlo entro il 31 luglio in busta chiusa a un ufficio postale che lo ritirerà e lo trasmetterà gratuitamente (oppure ad un CAF - un sindacato, un'associazione abilitata - o a un commercialista qualsiasi che però potrebbe chiedervi qualche spesa) (grazie conte per la precisazione alla mia imperdonabile distrazione).

E' un piccolo gesto, ma è importante anche per affermare la propria libertà e consapevolezza.
postato da: klochov alle ore 11:33 | link | commenti (13)
categorie: politica, religione, informazione
martedì, 22 aprile 2008

l'anticristo mangia la pizza

Renoir14
Penso che trovarsi a tavola, ed esempio, tra una famiglia francese e una coppia tedesca, abbia per me un vantaggio innegabile: non capisco una parola di quello che dicono.

Invece, se mi trovo al ristorante in un tavolo appiccicato a quello di due connazionali deliranti, c'è poco da fare: grazie ad un colorito abbastanza pallido posso fingere di essere inglese, ma le orecchie, quelle restano italiane.

Talvolta però il delirio è così interessante che il dialogo diventa ricco di fascino, surreale, e c'è da essere quasi contenti ad averlo forzatamente ascoltato. (NB: ho detto "quasi")

L'altro giorno ad esempio c'era una signora in tailleur che parlava con il tizio di fronte a lei. Ho appreso grazie alla loro conversazione una serie di teorie entusiasmanti sul mondo, le religioni e la storia.

Inoltre ho saputo che il governo Prodi non è caduto grazie a Mastella e Dini, ma grazie alle preghiere della tizia, in particolare ad un salmo che lei recitava al preciso scopo di provocare una crisi di governo (mi perdonerete se al momento non ricordo il numero; comunque parlava di sbaragliare i nemici, umiliarli, calpestarli ecc).

La signora era anche una devota fan dello stato di Israele, grazie al quale si compiranno le profezie bibliche. Trattava con un po' di compassione i poveri ebrei che non sanno riconoscere il figlio di Dio, e infine sentenziava che tutti coloro che criticano il governo di Israele (compresa quella sottospecie di ebrei "di sinistra") sono atei e comunisti che vogliono ostacolare le profezie.

Ma atei e comunisti notoriamente sono l'Anticristo che infatti non vuole la realizzazione del regno di Dio. Ha chiuso il sillogismo con uno "tzè" come a dire che a lei il Diavolo non la frega, nemmeno travestito da Rosy Bindi (additata in precedenza come falsa cattolica, in realtà comunista)
 
"L'Anticristo" l'ha detto facendo vibrare la C e la R nel loro pio incontro.

Io ero lì, con la mia bella pizza fumante e secondo lei, a conti fatti, ero l'Anticristo.

Chissà, forse mi dovevo presentare: porgerle la mano e dirle "Piacere Anticristo! Scusi, sa, sono qui in incognito... la fanno buona la pizza, eh?"
postato da: klochov alle ore 19:55 | link | commenti (6)
categorie: politica, religione, io